L’AQUILA – “Il debito di Asm con Aciam è di 2 milioni di euro, ovvero due terzi del capitale sociale dell’azienda: c’è il rischio che il Comune, per coprirlo, ceda come contropartita la maggioranza di Asm all’Aciam”.
A denunciarlo in un incontro con la stampa il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale all’Aquila, Guido Liris, e altri consiglieri di opposizione, che hanno sollevato numerose criticità sulla situazione dell’Aquilana società multiservizi, ex municipalizzata che si occupa della gestione dei rifiuti.
Secondo il consigliere forzista, la situazione societaria dell’Asm, per la quale il sindaco Massimo Cialente ha paventato il rischio di una privatizzazione o una liquidazione, rende concreta l’ipotesi di una cessione all’Azienda consorziale di igiene ambientale marsicana, presieduta da Lorenza Panei, “già segretario comunale del Partito democratico di Avezzano”, come malignamente fatto notare dai consiglieri aquilani di centrodestra.
Se la cessione andasse in porto, secondo Liris, “nell’ambito della creazione della nuova Agenzia gestione impianti regionali, il punto di riferimento per la provincia dell’Aquila diventerebbe l’azienda marsicana, con l’esclusione dell’Asm e quindi del capoluogo”.
Liris ha ricordato anche che l’Asm “ha un credito con l’amministrazione comunale di 3 milioni di euro che, se versati, sarebbero più che sufficienti a ripianare il debito”.
“Se l’azienda promuovesse un’ingiunzione di pagamento, il Comune resterebbe senza quattrini”, ha sottolineato il capogruppo in consiglio comunale dell’Aquila città aperta, Emanuele Imprudente, criticando l’amministrazione.
Imprudente ha rimarcato il fatto che l’azienda non è mai stata gestita “in modo serio dal Comune”, tanto che negli ultimi tre anni c’è stato un “balletto di località dove sono stati conferiti i rifiuti indifferenziati a prezzi esorbitanti”.
“Oggi si ritorna al Cogesa di Sulmona al costo di 135 euro a tonnellata – ha proseguito – Questo perché non è stato fatto prima?”.
Una “gestione azzardata”, secondo Imprudente, che ha portato a “pagare care consulenze esterne, e a investire soldi per far salire di livello il personale e a comprare dei mezzi per la differenziata che sono inutili e non funzionali alla raccolta”.
“GLI AMMINISTRATIVI IN ECCESSO VADANO IN STRADA!”
Riguardo al mancato raggiungimento degli obiettivi della differenziata per carenza di personale, Liris ha aggiunto che basterebbe “mettere su strada alcuni tra i 40 amministrativi che forse sono in eccesso. Il sindaco parla di esuberi e di conti in rosso, ma poi aumenta i livelli e gli amministrativi”.
Di “inutile spreco di soldi” ha parlato anche Alessandro Piccinini, esponente del gruppo misto che ha puntualizzato come, tra i vari esempi di mala gestione dell’Asm, ci sia quello “dell’utilizzo di avvocati privati ai quali vengono affidati i contenziosi, nonostante l’azienda abbia un proprio legale, tra l’altro retribuito come un quadro”.
“Invitiamo il sindaco ad ammettere la sua incompetenza – ha concluso Daniele Ferella, capogruppo di Tutti per L’Aquila – Di professione fa il medico, quindi non è in grado di gestire una spa. Cialente ha beatamente ammesso che la manutenzione di progetti C.a.s.e. e Map non è stata affidata all’Asm per una chiara scelta politica. Forse dobbiamo immaginare un disegno a monte, quindi, per favorire l’Aciam”.






