L’AQUILA – È in corso in quattro regioni – Lazio, Campania, Toscana e Abruzzo – un’operazione del Corpo Forestale dello stato per la repressione del traffico e dello smaltimento dei rifiuti, tossici e non, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila.

In Abruzzo la zona coinvolta è la Marsica dove si stanno eseguendo perquisizioni. All’operazione prendono parte decine di agenti del comando regionale dell’Aquila.

Le indagini, partite all’inizio del mese gennaio del 2015 con il sequestro di 2 capannoni industriali che contenevano 1600 tonnellate di rifiuti caratterizzati successivamente dall’Arta, si sono sviluppate con servizi di osservazione e controllo, hanno rivelato agli agenti una ben congegnata attività illecita ideata da società intermediatrici che prelevavano i rifiuti da una ditta produttrice. 

Nelle attività di oggi, disposte e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila, sono stati impegnati 20 forestali per effettuare perquisizioni domiciliari e ispezioni amministrative aziendali, al fine di acquisire elementi probatori per risalire la filiera dei rifiuti illeciti stoccati.

Nell’ipotesi investigativa, i rifiuti derivanti da lavorazioni industriali, sono stati generati da una società del casertano che si è avvalsa di società intermediaria di favore, con sede legale nella Marsica, per disfarsene nel territorio marsicano.

Eseguite perquisizioni anche nel Lazio ed in Toscana, da parte degli uomini del Nipaf dell’Aquila, dove sono ubicate le abitazioni degli imprenditori e le sedi legali delle aziende coinvolte.