L’AQUILA – La produzione totale dei rifiuti urbani in Abruzzo è passata da 626.639,40 tonnellate del 2012 a 601.990,75 tonnellate nel 2016, in termini di produzione pro capite si è passati da 479,66 chili del 2012 a 455,28 del 2016, una diminuzione quindi costante.

A rivelarlo è il rapporto sullo stato dell’Ambiente 2018 dell’Arta, agenzia regionale per la tutela dell’ambiente dal quale, sul tema dei rifiuti, emerge un notevole recupero su quelli definiti “atavici ritardi”. In particolare sull’impiantistica pubblica, interessata da un atteso impulso grazie all’investimento di 30 milioni di euro per la realizzazione di cento impianti fra centri di raccolta, piattaforme ecologiche, centri del riuso e impianti di compostaggio.

Dai dati emerge che il segmento della raccolta differenziata e del riciclo dei rifiuti urbani ed assimilati, dal 2014 in poi abbiano registrato un sensibile incremento pari a circa il 12 per cento (passando dal 44 per cento al 56 per cento), di gran lunga superiore rispetto al dato nazionale, attestato intorno al 47,5 per cento. Numeri che permettono all’Abruzzo di avvicinarsi al target del 65 per cento fissato dall’Unione europea.

In generale, si legge nel rapporto dell’Arta, “si riscontra una tendenza al miglioramento rispetto al precedente Rapporto sullo Stato dell’Ambiente in quanto la produzione totale dei rifiuti urbani era nel 2004 pari a 681.024 tonnellate mentre la produzione pro capite ammontava a 525,67. I rifiuti speciali pericolosi, costituiscono rispetto alla produzione totale dei rifiuti speciali, una bassa percentuale pari al 3,92% nel 2014 e al 4,38% nel 2015.

Nel biennio esaminato 2014-2015 a livello regionale, si rileva nel 2015 un aumento della produzione dei rifiuti speciali pericolosi pari al 8,5% rispetto al 2014, in quanto si è passati da 95.351 a 103.475 tonnellate. Le quantità più elevate sono quelle relative ai Capitoli EER 16, 17 e 19 che corrispondono rispettivamente a ‘Rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco’, ‘Rifiuti delle attività di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati)’ e ‘Rifiuti prodotti da impianti di gestione dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale'”.

A livello regionale la produzione dei rifiuti speciali non pericolosi costituisce la maggior parte della produzione totale dei rifiuti speciali pari al 96,48% nel 2014 e al 95,62% nel 2015. Nel biennio considerato 2014-2015, si evidenzia nel 2015 una diminuzione della produzione dei rifiuti speciali non pericolosi pari al 3,44% rispetto al 2014, passando da 2.338.747 a 2.258.295 tonnellate. Come per i rifiuti speciali pericolosi, ad eccezione del Capitolo EER 16, le quantità più elevate sono quelle relative ai Capitoli EER 17 e 19 che corrispondono rispettivamente a “Rifiuti delle attività di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati)” e “Rifiuti prodotti da impianti di gestione dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale”. 

In Abruzzo sono operative, dal 2016, 11 discariche ripartite in 3 discariche per Inerti, 8 discariche per rifiuti Non Pericolosi e nessuna discarica per rifiuti Pericolosi. Le 3 discariche per Inerti operative sono tutte localizzate in Provincia dell’Aquila, mentre delle discariche per rifiuti Non Pericolosi operative 2 sono situate in Provincia dell’Aquila, 2 in Provincia di Teramo e 4 in Provincia di Chieti. Non sono presenti discariche operative nella Provincia di Pescara. Rispetto al precedente Rapporto sullo Stato dell’Ambiente, dove le discariche operative erano al 2004 n. 45, 

E ancora “un miglioramento dal punto di vista del minor ricorso allo smaltimento dei rifiuti in discarica, dovuto probabilmente alla diminuzione della produzione dei rifiuti urbani e all’aumento della raccolta differenziata. Dal 2016 sono presenti 8 impianti di compostaggio, di cui 7 operativi e uno inattivo in Provincia dell’Aquila. Dei 7 Impianti operativi, 3 sono situati in Provincia dell’Aquila, uno in Provincia di Chieti e 3 in Provincia di Teramo.

Nel 2016 sono stati trattati complessivamente 159.437,38 tonnellate di rifiuti organici di cui 123.498,92 tonnellate di umido, 12.973,60 tonnellate di verde, 20.288,83 tonnellate di fanghi e 2.676,03 tonnellate di altre frazioni organiche. Dal trattamento dei rifiuti organici sono state prodotte 32.048,16 tonnellate di compost (acm=ammendante compostato misto e acf=ammendante compostato con fanghi), di cui 14.287,22 tonnellate prodotte da Aziende associate al CIC (Consorzio Italiano Compostatori) che producono prodotti a marchio di qualità CIC”. 

In particolare, la composizione merceologica dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato è formata in ordine decrescente per il 46% da Frazione Organica (148.327,89 tonnellate), il 24% da Carta e Cartone (76.329,94 tonnellate), il 14% da Vetro (43.796,34 tonnellate), il 5% da Plastica (16.001,29 tonnellate), il 3% da Ingombranti Misti (10.278,58 tonnellate), il 2% da Legno (7.268,50 tonnellate), l’1% da RAEE (4.144 tonnellate), l’1% da altro.

In conclusione, un miglioramento dal punto di vista del minor ricorso allo smaltimento dei rifiuti in discarica, dovuto probabilmente alla diminuzione della produzione dei rifiuti urbani e all’aumento della raccolta differenziata.