L’AQUILA – “Lo spostamento dei rifiuti da Roma in Abruzzo dipende da un accordo tra Regione Lazio e Regione  Abruzzo, entrambe a guida Pd. E a rendere questa Regione un ricettacolo di rifiuti da tutta Italia, sono stati gli ultimi due Governi regionali, rispettivamente di centro destra e di centro sinistra”.

Così in una nota il gruppo consiliare del Movimento cinque stelle alla Regione Abruzzo, mentre un vertice tecnico amministrativo è in programma oggi tra il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca, e il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per valutare la questione del trasferimento dei rifiuti dal Comune di Roma in Abruzzo.

Il centrodestra, intanto, lancia strali contro Pd e Cinque stelle: “Il Governo regionale a guida D’Alfonso faccia immediatamente piena luce e soprattutto dica tutta la verità su quantità, qualità, tipologia, sulla collocazione e sulla lavorazione dei rifiuti che la nostra Regione si accinge ad accogliere da Roma per destinarli nei vari centri di stoccaggio – dice in una nota il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo – Non vorrei che l’incapacità amministrativa dei Cinque ​s​telle si trasformasse in occasione ghiotta di business selvaggio e incontrollato a discapito dei nostri impianti e del nostro Piano rifiuti”.

“Grazie alla gestione fallimentare di centrodestra e centrosinistra, l’Abruzzo ha una capacità di trattamento di gran lunga superiore al suo fabbisogno: è in grado di trattare almeno il doppio dei rifiuti indifferenziati che produce all’interno del territorio regionale”, fanno osservare Sara Marcozzi, Domenico Pettinari, Riccardo Mercante, Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi

“Questa capacità è stata confermata dal Piano di Gestione dei rifiuti, approvato dalla Regione Abruzzo di D’Alfonso nello scorso mese di dicembre con il voto contrario del M5S. Un piano regionale che abbiamo definito da subito inefficace ed inefficiente e che proprio i consiglieri, che oggi sparlano sui media, hanno votato con tanto entusiasmo, pur sapendo che in questo modo avremmo reso l’Abruzzo meta di tanti rifiuti da altre parti d’Italia”.

“È il Governo di Luciano D’Alfonso – continuano i consiglieri grillini – che ha deciso di spalancare le porte ai rifiuti Italiani, Regione Lazio ci manderà i suoi e tra i suoi ci saranno anche quelli di Roma perché, forse non è chiaro a tutti, Roma non è uno stato a sé ma una città della regione Lazio. Provare a dare la colpa al M5S del fallimento di cui si è macchiato il Governo regionale è ridicolo!”.

“È il tipico esempio di Fake News del Pd. Questo è l’ennesimo fallimento delle regioni a guida Pd. A Roma e nel Lazio mancano gli impianti e in Abruzzo ce ne sono troppi e mal programmati: almeno il doppio di quelli che servono per l’indifferenziata e pochissimi per il compostaggio. Quindi? Invece di spararle grosse dai profili social e sulla stampa si pensasse a riprogrammare la gestione dei rifiuti in Abruzzo, abbiamo sempre dimostrato la nostra contrarietà al trasporto dei rifiuti, sia verso l’Abruzzo, sia dall’Abruzzo in altre regioni d’Italia”.

“E chi fa finta di ricordarlo o è incapace o in malafede – continuano i grillini nella nota – Il nostro lavoro in questi anni sul tema rifiuti è noto a tutti e ben visibile. Giornalisti navigati e politici incalliti, dovrebbero conoscerlo bene. Atti, risoluzioni, interpellanze, proposte di legge e un consiglio regionale straordinario sono solo alcuni degli atti che il M5S ha intrapreso in questa legislatura per scongiurare che l’Abruzzo diventasse il ricettacolo dei rifiuti di tutta Italia. Atti supportati da documenti e studi di settore”.

“La maggioranza Pd in Regione Abruzzo ha approvato un Piano regionale fallimentare. Il M5S ha fortemente criticato questa scelta in Consiglio regionale, nell’indifferenza della finta opposizione di centro destra. Il Prgr ha atteso 10 anni, prima di essere aggiornato. Anni che hanno rappresentato un fallimento bipartisan per il quale tutti, destra e sinistra, dovrebbero avere il buon gusto di tacere”.

“Inoltre – aggiungono i consiglieri – vogliamo sottolineare che a differenza di chi ha già ampiamente dimostrato la sua incapacità a governare tanto la Capitale quanto le Regioni, da Alemanno a Marino, passando per Zingaretti e Batman, la Giunta Raggi sta dando a Roma una programmazione e azioni che non ha mai avuto in decenni di malgoverno orientato a favore degli interessi privati. Tre nuovi impianti pubblici per i quali già sono pronti i progetti esecutivi e un nuovo modello di raccolta differenziata efficiente sono la migliore risposta per uscire definitivamente da questa gestione inefficiente che pesa dal 2013 sulle spalle dei cittadini e dei territori. Abruzzesi o Romani che siano. A Roma il M5S sta facendo quello che gli compete. Le amministrazioni regionali facciano la loro parte, o vadano a casa. Se in Abruzzo arriverà una parte dei rifiuti della Capitale è a causa della cattiva programmazione degli impianti di due regioni a guida Pd”.

LE REAZIONI
 
FEBBO, D’ALFONSO E MAZZOCCA DICANO VERITÀ

“Il Governo regionale a guida D’Alfonso faccia immediatamente piena luce e soprattutto dica tutta la verità su quantità, qualità, tipologia, sulla collocazione e sulla lavorazione dei rifiuti che la nostra Regione si accinge ad accogliere da Roma per destinarli nei vari centri di stoccaggio. Non vorrei che l’incapacità amministrativa dei Cinque ​S​telle si trasformasse in occasione ghiotta di business selvaggio e incontrollato a discapito dei nostri impianti e del nostro Piano rifiuti”.

Lo dice in una nota il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo.

“All’indomani dell’approvazione in Consiglio regionale del nuovo Piano rifiuti, a metà dicembre scorso, avevo già lanciato l’allarme sull’enorme e ingiustificata quantità di rifiuti che l’Abruzzo si accingeva ad accogliere dalla città di Roma, con il silenzio assenso del Movimento 5 ​s​telle locale (e quello ancora più ‘complice’ dei cosiddetti ambientalisti!) mentre il delegato alle Politiche ambientali, il sottosegretario Mario Mazzocca, aveva liquidato il mio intervento come ‘chiacchiere da bar’. Ricordo che il sottosegretario aveva presentato un emendamento fuori sacco (cioè non discusso in Commissione) con il quale si triplica le capacità delle discariche prorogando di 6 mesi​,​ ma con aumento da 180 a ben 300 tonnellate​ giornaliere il conferimento della ‘munnezza’ della Raggi”.

“Invece, oggi, improvvisamente lo stesso Mazzoca riconosce la problematica che ruota intorno alla vicenda dei rifiuti provenienti dalla città di Roma quale grave problema politico e si accorge della portata nazionale della vicenda. Cosa è cambiato in Regione Abruzzo tra Natale e l’Epifania? Chi guadagnerà veramente sulle 100 mila tonnellate l’anno di rifiuti destinati agli impianti di Aielli, Sulmona e Chieti? Cosa si vuole nascondere dietro la gestione di questi rifiuti? È del tutto evidente – continua Febbo – che in questa vicenda emerge la leggerezza e il pressappochismo di una Giunta regionale che non riesce a gestire i rifiuti, trincerandosi dietro un retrogrado è ormai superato ambientalismo che prevede solo ed esclusivamente di triplicare la capacità delle discariche pubbliche e private!”.

“Non vorrei che l’incoerenza dei Cinque stelle, l’incapacità amministrativa della sindaca Raggi e certe logiche ‘imprenditoriali’ del Partito democratico trasformino l’Abruzzo nella pattumiera della Capitale. Gli abruzzesi hanno il diritto di conoscere le reali intenzioni del Governo regionale e le effettive quantità di rifiuti che si intende accogliere nella nostra Regione”.

“Pertanto – conclude Febbo – mi aspetto nelle prossime ore dal Governo regionale e dal sottosegretario Mazzocca una presa di posizione chiara al fine di garantire che non si verificherà nessun pericolo per il quadro di compatibilità ambientale e di sostenibilità del sistema impiantistico regionale abruzzese. Posso benissimo attendere questa risposta anche in un bar dove mi indicherà il sottosegretario Mazzocca”.

DI STEFANO, INCOERENZA DA M5S E SILENZIO DAL PD

“Che il centrosinistra fosse la sintesi dell’incoerenza non ne avevamo dubbi e la questione dei rifiuti di Roma che arrivano in Abruzzo ne è la controprova. Ma quello che ci sconvolge è la faccia tosta del Movimento 5 stelle abruzzese”.

Lo dice il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano.

“Rileggo i loro comunicati in merito al Piano Regionale dei rifiuti, quando chiedevano che il Piano regionale dei rifiuti aiutasse la Regione dei Parchi a non diventare una discarica, e adesso vorrei sapere come la mettiamo con questa montagna di rifiuti che l’incapacità della Raggi sta scaricando in Abruzzo”.

“Se ai 5 stelle chiediamo coerenza, sempre che ne siano capaci, e ammettano il disastro della Raggi, al Pd invece chiediamo chiarezza: quante tonnellate di rifiuti al giorno arriveranno? Per quanto tempo? Come verranno smaltite? Tre domande chiare, puntuali, a cui non Forza Italia ma gli abruzzesi meritano una risposta altrettanto chiara”.

D’ALFONSO, ”DITECI TEMPI E QUANTITA’, NO AIUTO A PIGRI”

“Noi vogliamo conoscere le quantità, i tempi e quello che si sta facendo per riorganizzare il ciclo dei rifiuti a Roma. Cioè quanto deve durare questa solidarietà che noi vogliamo mettere in campo e soprattutto qual è lo sforzo straordinario che sta facendo Roma per non trovarsi permanentemente nell’emergenza. All’interno di questa cornice, poiché non siamo al mercato tra soggetto istituzionale e soggetto istituzionale, precisiamo anche i valori economici”, ha detto Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo, intervienendo a Effetto Giorno su Radio 24 in merito all’ipotesi che la sua regione accolga l’eccesso di rifiuti di Roma.

“Noi, intanto, siamo abituati a fare le istruttorie, tenendo da conto che non stiamo parlando di fesserie, né per quanto riguarda la città di Roma, che rappresenta un valore per la collocazione turistica e culturale non solo del Lazio ma dell’intera Italia, nè per quanto riguarda l’Abruzzo che deve decidere di accogliere”, ha aggiunto.

Secondo il governatore, “siamo già solidali e per tutto il 2018 abbiamo già impegnato una nostra capienza di conferimento nella Marsica. Adesso c’è un nuovo problema, noinon siamo capaci di essere insensibili sul piano istituzionale, coltiviamo la dimensione della solidarietà istituzionale, abbiamo avuto il terremoto, Rigopiano, conosciamo questo valore e non solo perché abbiamo patito noi, però vogliamo conoscere il curriculum di questa vicenda”.

“Quali sono i numeri, quali sono i tempi e qual è lo specifico di dedizione in più che loro stanno assicurando per non trovarsi permanentemente nell’emergenza. Questo si fa tra soggetti istituzionali. Io adesso promuoverò nell’arco delle prossime ore una riunione di merito, poiché noi abbiamo oltre 250 mila tonnellate in più di capacità da offrire,  ma non la vogliamo consumare rispetto alla pigrizia, la vogliamo consumare rispetto ad uno scuotimento organizzativo”, sottolinea ancora a Radio 24.