PESCARA – Il nuovo ciclone giudiziario che investe la Giunta regionale, attraverso l’arresto dell’assessore alla Sanità e coinvolge parlamentari abruzzesi del centrodestra, imprenditori e altri soggetti, concorre, secondo la segreteria regionale della Cgil, a delineare “un quadro di assoluta emergenza in cui precipita la nostra regione”.
“Alla gravissima situazione di crisi in cui versa l’Abruzzo – si afferma in una nota – con in testa il dramma del terremoto, si sovrappongono, in maniera ricorrente, le inchieste sul malaffare e le attività illecite che non sembrano risparmiare alcun settore della pubblica amministrazione, delineando l’esistenza di un vero sistema di corruzione”.
“Dopo la sanità – prosegue il sindacato – le inchieste sulla ricostruzione, questa volta i rifiuti: settore esposto alle infiltrazioni malavitose, anche nella nostra regione. Così si va verso il baratro”.
“La magistratura – dice la nota – faccia rapidamente il suo lavoro nell’accertamento dei fatti, ma la Cgil Abruzzo, dando voce ai sentimenti e alle preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, non può non esprimere profondo sdegno e condanna per la deriva di illegalità che sembra permeare il nostro sistema politico e imprenditoriale”.
“In queste condizioni – conclude la Cgil – l’Abruzzo non troverà le energie e la credibilità per costruire il suo futuro a partire dall’Aquila, ridare speranza e risposte a giovani, a lavoratori, a pensionati. C’è bisogno di una svolta radicale! La questione morale deve tornare a essere elemento centrale dell’agire politico”.






