L’AQUILA – “Siamo d’accordo con la procura per chiedere un incidente probatorio per tutti i cantieri affinché emerga questa verità”.
Lo ha detto l’avvocato Ferdinando Paone, che assiste Carlo Ciotti, imprenditore finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta nota come “Ricostruziopoli” della procura della Repubblica dell’Aquila, al termine delle due ore di interrogatorio di garanzia cui è stato sottoposto il suo assistito questa mattina.
“Non l’ho difeso io, si è difeso da solo – ha detto Paone ai cronisti all’uscita dall’aula C del tribunale – dichiarando effettivamente come stavano le cose, cioè che i lavori sono stati fatti tutti, anzi forse ne sono stati fatti anche di più rispetto a quelli che erano preventivati”.
Secondo Paone, “la procura si è resa conto che non hanno giustificazione le relazioni fatte dal Comune, in cui non si parla di ‘lavori non eseguiti’ ma ‘non documentati’, perché la pratica di finanziamento prevedeva che si dovessero allegare alcune fotografie non ha giustificazione. Lì dove al Comune non hanno trovato fotografie hanno detto lavori contestati – ha aggiunto – Da questo a dire lavori non fatti e quindi reato di truffa ce ne passa”.
Quanto a Ciotti, “abbiamo presentato istanza per la remissione in libertà, stiamo aspettando che il pm vada nei suoi uffici per esprimere il parere – ha concluso l’avvocato – Credo che anche questa dovrebbe essere accolta. Oggi? No, stamattina”. (alb.or.)




