L’AQUILA – Dovranno concludersi entro il prossimo 11 dicembre i sopralluoghi ai cantieri coinvolti nell’inchiesta nota come “Ricostruziopoli” della procura della Repubblica dell’Aquila, che ha scoperto una presunta truffa da circa 500 mila euro sui lavori di ricostruzione “leggera” post-sisma, che sarebbero stati gonfiati per ottenere un profitto.
Nell’indagine è stato arrestato ai domiciliari l’imprenditore aquilano Carlo Ciotti e indagate altre 42 persone, 13 tecnici e 29 proprietari e committenti dei lavori.
A stabilire i termini il giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo, Giuseppe Romano Gargarella, nell’udienza che si è svolta oggi in cui ha assegnato l’incarico peritale all’ingegnere pescarese Carlo Galimberti.
Quest’ultimo dovrà controllare cantiere per cantiere là dove l’accusa ha riscontrato irregolarità: 58 lavori in base all’ordinanza di custodia cautelare, anche se oggi il pubblico ministero Antonietta Picardi ha parlato di 59.
L’udienza è stata aggiornata a sette giorni dopo la consegna delle risultanze, il 18 dicembre prossimo.
In quella data Gargarella deciderà anche sulla richiesta di interdizione per i 13 tecnici coinvolti.
Dovrebbe invece arrivare prima, la settimana prossima, il verdetto sull’istanza di rimessione in libertà presentata dall’avvocato di Ciotti, Ferdinando Paone.
La prima è stata accolta parzialmente: Gargarella ha revocato il divieto di avere contatti con l’esterno ma non i domiciliari.






