L’AQUILA – “Vogliamo chiudere la ricostruzione e superare, nei limiti che ci impongono le norme e la trasparenza, tutti gli ostacoli che si frappongono a questo fine”.

Sono le parole di Salvo Provenzano, titolare dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila, pronunciate nell’intento di rassicurare gli imprenditori edili di Ance L’Aquila sulla postura collaborativa dell’Usra di fronte alle numerose casistiche che stanno interessando i cantieri residui.

“Le richieste motivate di incremento del contributo per la ricostruzione saranno valutate caso per caso”: questo il messaggio – si legge in una nota – di Usra e Usrc (Ufficio speciale ricostruzione comuni del cratere), che ieri hanno incontrato le imprese nella sede dell’Ance, associazione nazionale costruttori edili, all’Aquila, con un focus dedicato al nuovo Decreto n. 6 sugli adeguamenti parametrici del contributo.

I due decreti disciplinano le modalità con cui potranno essere riconosciuti gli incrementi del contributo, anche nei cantieri già avviati, quando ricorrono le condizioni previste.

Per l’USRC, Raffaello Fico, impegnato altrove, è stato sostituito dagli ingegneri Maurizio Cicioni e Stefano Colabianchi, che hanno manifestato la medesima disponibilità alla collaborazione.

L’incontro, fortemente voluto dal presidente di Ance L’Aquila, Pierluigi Frezza, “nasce dalle numerose situazioni di incertezza che stanno vivendo imprese e proprietari di immobili. Varianti progettuali e imprevisti emersi durante i lavori hanno determinato un incremento dei costi che, con la fine del Superbonus, rischia oggi di ricadere sui proprietari”, si legge ancora nella nota.

“Con la cessazione del Superbonus al dicembre 2025 molte lavorazioni aggiuntive, fino ad allora assorbite dal beneficio fiscale, non trovavano più una copertura economica, generando incertezza sia per le imprese sia per i committenti. Da qui nasce il Decreto n. 6, che regola nel rispetto del DL76/24, gli incrementi parametrici dei contributi al fine di garantire la qualità di esecuzione del costruito, come stabilito dal DL 76/2024”.

“La chiave risolutiva – viene aggiunto – sarà la predisposizione, da parte del tecnico, di relazioni tecniche che giustifichino le ragioni oggettive e imprevedibili che hanno ostacolato l’accesso alle agevolazioni fiscali o che hanno generato somme in accollo al committente e che permettono di richiedere un incremento del contributo. Negli incrementi parametrici rientreranno esclusivamente le lavorazioni ammissibili previste dai Decreti dei due Uffici Speciali”.

“Siamo grati ai rappresentanti degli Uffici Speciali non solo per aver accettato l’invito nella casa dei costruttori ma anche per il grande lavoro di confronto quotidiano con le imprese che stanno svolgendo con tenacia e pazienza”, dichiara il presidente Frezza.

“L’obiettivo comune deve essere quello di completare la ricostruzione senza lasciare imprese e cittadini soli di fronte a costi non prevedibili. Per questo continueremo a mantenere un confronto costante con gli Uffici Speciali e tutti gli attori della ricostruzione nell’interesse delle nostre imprese e di tutto il territorio che vuole tornare al più presto alla normalità”, conclude