L’AQUILA – Sono sul piede di guerra gli imprenditori edili aquilani impegnati nella ricostruzione, dopo l’aumento della Tassa di occupazione del suolo pubblico (Tosap) stabilita da una delibera Comunale dell’agosto 2014. 

I costruttori denunciano infatti un rincaro “del 700 per cento” rispetto alla Tosap pagata fino all’anno scorso con una ripercussione pesante sulle spese già sostenute per il mantenimento dei cantieri. 

Gli imprenditori sottolineano il fatto che per  un un cantiere che occupa circa 200 metri quadrati di suolo pubblico, ad esempio, oggi si arriva a pagare fino a 20 mila euro di Tosap per 12 mesi, a fronte degli scarsi mille euro degli scorsi anni.

Un salasso che sta generando un inevitabile malcontento tra i costruttori che ora cercano soluzioni da proporre al Comune tra le quali l’ipotesi di far rientrare la Tosap nei contributi assegnati per la ricostruzione. 

In alcuni comuni dell’Aquilano si pagano oggi cifre simboliche per la Tosap, o in alternativa, la tassa di occupazione di suolo pubblico non si paga affatto. 

Più volte negli anni scorsi il sindaco, Massimo Cialente, era intervenuto sulla questione, annunciando un aumento della Tosap, poi avvenuto, o una tassa speciale per le imprese impegnate nella ricostruzione, per raggranellare cifre da destinare alle associazioni culturali e sportive cittadine.