BARISCIANO – Non si arrende a vedere la propria abitazione non ricostruita, a più di otto anni dal terremoto del 2009, e visto che i clamorosi ritardi sono imputabili alle istituzioni che non risolvono il problema delle cavità sotterranee che impediscono la riedificazione, ha scritto a tutte le istituzioni, fino a diffidare, senza esito, il Comune.

Protagonista Clara Camardese, proprietaria di un immobile nel centro storico di Picenze di Barisciano (L’Aquila), che da anni denuncia l’impasse dopo il primo sprofondamento del terreno, avvenuto in via del Tabaccaio, cui seguì il riempimento della voragine, ma una volta riavviati i lavori se ne aprì un’altra, profonda circa 10 metri e distante circa 20 metri dalla prima appena chiusa.

La donna, che ad AbruzzoWeb racconta persino di essere stata minacciata per le sue denunce pubbliche, ha in mano comunicazioni scritte di rappresentanti di enti, nelle quali si afferma che è necessario eseguire uno studio che delimita, su una carta topografica, le cavità sotterranee in modo da poter modificare la cartografia del Pai (Piano di assetto idrogeologico), che spetta all’Autorità di bacino ma solo dopo deliberazione del Comune.

Comunicazioni ritenute dagli interlocutori di carattere confidenziale, motivo per il quale la Camardese preferisce non divulgarle integralmente.

Le rimostranze della donna sono già state accolte dal difensore civico regionale, che ha sollecitato invano il Comune a trovare una soluzione. (m.sig.)