L’AQUILA – “El conto sarrà d’Aquila”, cantava Buccio di Ranallo nella sua Cronica e da qui hanno iniziato i bambini del coro del circolo didattico “Guglielmo Marconi” dell’Aquila, arrivati a Roma sul palco centrale del Palacongressi all’Eur.
Il coro era formato dagli alunni delle scuole primarie “Celestino V”, “Santa Barbara” e “San Sisto”.
È stato il racconto della storia dell’Aquila, di coloro che la fondarono e la resero magnifica e dei cittadini di oggi che si trovano a vivere un tempo difficile, tra macerie e burocrazia.
Tutto lo spettacolo si è snodato attraverso il dialogo tra il punto di vista degli adulti, rappresentati da Fernanda Di Biagio e Carmela de Felice, e quello dei bambini, che di volta in volta hanno interagito con loro, con il loro canto naturale e spontaneo e hanno sottolineato i momenti cruciali della vita e della società aquilana di ieri e di oggi.
Fernanda di Biagio ha letto la sua poesia Terremoto 6 aprile 2009, in essa emozioni mai sopite, polvere e dolore; a lei si è rivolto un bambino che, a nome dei coetanei, ha fatto capire a tutti che i giovani hanno metabolizzato gli eventi più e meglio degli adulti e che per loro è importante conoscere le proprie radici per poter procedere e ricostruire.
Di seguito hanno eseguito El conto sarrà d’Aquila, messo in musica da Carmela de Felice, per ripercorrere al suono di tamburelli e chiarine le atmosfere che furono dei tempi della fondazione.
Hanno poi interpretato canti della tradizione aquilana, mostrando, con le loro riflessioni, come siano più che mai attuali in questo momento storico; infatti hanno dato loro un sapore nuovo.
La de Felice ha poi letto una sua composizione per rappresentare la sua costernazione da aquilana, poi si è confrontata con un bambino che le ha comunicato il suo ottimismo affermando che piccoli segnali di ricostruzione nella periferia si vedono, che il prato davanti a Collemaggio è di nuovo verde, che tanti palazzi fuori dal centro sono tutti colorati e che il domani sarà sicuramente migliore.
A questo punto il coro ha cantato Domani degli artisti italiani per l’Abruzzo.
Molti bambini hanno riferito che in quel momento si sono chiesti se davvero la loro città sarebbe stata ricostruita e hanno concluso che, con il loro contributo sarà ancora più bella.
Di seguito, per sottolineare la loro giovialità, i bambini, diretti dal maestro Emilio Manganaro, hanno eseguito musiche tratte dai film di animazione per bambini e hanno concluso la performance con O sole mio.
Lo spettacolo si è concluso con il canto Doma’ dei ragazzi aquilani per sottolineare la voglia dei giovani di riappropriarsi del futuro.
Sullo sfondo intanto passava un video, realizzato da Lorella Fatigati, che, con le immagini raccontava la città, guardando al passato, al presente, ma con un occhio al futuro, per mostrare anche le nostre eccellenze.
La spontaneità dei bambini e il mix di emozioni tra vecchio e nuovo, tra poesia ,canto e immagini, hanno commosso e coinvolto il pubblico.
Un alunno della classe quinta ha così commentato: “Nei giorni precedenti al concerto mi ero chiesto il motivo di questo viaggio a Roma. Poi l’ho afferrato, era per far capire a tutti che c’è ancora una speranza per L’Aquila, e che quella speranza siamo proprio noi, cioè i bambini”.
Questo era il messaggio dello spettacolo ed è passato con chiarezza. I bambini sono rimasti molto soddisfatti e molti genitori che hanno assistito alla performance dei piccoli artisti hanno chiesto che lo spettacolo sia riproposto presto all’Aquila.



