L’AQUILA – I sindaci aprono il fronte di guerra con l’ordine degli ingegneri, dopo che alcuni primi cittadini si sono visti recapitare i ricorsi depositati al Tar contro l’affidamento dei piani di ricostruzione alle università.

Nell’occhio del ciclone le convenzioni, già approvate da alcuni Consigli comunali, che legano le amministrazioni locali agli atenei per le operazioni di elaborazione degli strumenti tecnici e urbanistici necessari all’avvio del processo di ricostruzione.

Se un solo dei ricorsi già presentati dovesse andare in porto, bisognerebbe rivedere da capo l’impianto orgnizzativo che si sono dati, sino a oggi, gran parte dei Comuni del “cratere”.

I sindaci non ci stanno a perdere ulteriore tempo e hanno deciso di passare all’attacco, dopo che avevano già accusato i tecnici di aver fatto incetta di incarichi, motivo del rallentamento dei lavori sulle case ”E”.

Lo diranno in una conferenza convocata per questa mattina, che si annuncia infuocata, dove uscirà fuori la rabbia per questo ennesimo ostacolo sulla strada della ricostruzione.

I primi cittadini possono portare, a sostegno delle loro tesi, il parere della commissione tecnico-giuridica della Struttura tecnica di missione che ha ribadito che gli incarichi dati alle università non devono sottostare alla normativa sull’affidamento dei servizi da parte degli enti pubblici. I sindaci affermano anche che gli atenei non faranno progettazioni definitive ed esecutive, cosa che spetterà, invece, ai tecnici che vedranno così il loro ruolo ampiamente riconosciuto.

Mentre il consiglio nazionale dell’ordine sostiene l’esatto contrario: poiché si tratta di affidamenti pubblici servono gare aperte anche ai professionisti privati.

Gaetano Fontana, in questa partita, è al fianco dei sindaci e farà sentire il suo peso, saldando ancora di più l’alleanza con i rappresentanti del territorio del “cratere”. (red)