L’AQUILA – Un “tentativo di argomentare, a posteriori, motivi credibili per dare una parvenza di ragionevolezza alla ‘circolare’ con cui sono state cambiate le regole del gioco a giochi avviati da un bel pezzo”.

Così, evocando l’intervento della Corte dei conti sul pregresso, l’ex consigliere comunale di Barisciano (L’Aquila) Walter Salvatore contesta il titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione del “cratere” Paolo Esposito dopo la circolare che chiarisce come la figura del responsabile dei lavori nell’ambito di un cantiere di ricostruzione identificabile con gli stessi cittadini committanti, che possono sì delegarla a un professionista, ma a spese loro, non degli enti pubblici.

Un taglio alle spese condiviso anche dall’ufficio speciale per il capoluogo (Usra) che, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe portare rischi sulla sicurezza e parcelle non pagate a chi ha incarichi in corso, ipotesi, queste ultime, entrambe smentite da Esposito nell’intervista ad AbruzzoWeb.

La famigerata circolare, rivendica Salvatore, è “uscita dagli uffici dell’Usrc in data 6 maggio 2015, con protocollo numero 2427 e dai comunicati stampa scopriamo che le sue disposizioni non sono retroattive. Con ‘circolare’ stabiliamo nuove regole e con ‘comunicati stampa’ ne aggiustiamo il contenuto – contesta – Intrigante… Si aprono scenari destinati a modificare giurisprudenza stratificata e gran parte del diritto amministrativo”.

Nel merito, l’ex consigliere fa notare che “alcuni contributi rilasciati poco prima della circolare già ne recepiscono la direttiva. Se è vero che il comunicato stampa fa legge – prosegue – allora ci si aspetta che, d’ufficio, gli Utr interessati provvedano immediatamente alla reintegra del contributo. In difetto saranno ben altri gli onorari che l’Usrc sarà chiamato a pagare”.

Salvatore ricorda anche che l’Ordine degli ingegneri, “sull’argomento ribadisce e riconferma quanto già argomentato dallo stesso Ordine a firma dell’Ing. De Santis nel 2012; l’Ordine degli architetti ci risulta si sia limitato a chiedere, ‘provocatoriamente’, se le disposizioni fossero retroattive; al presidente di una ventina d’aggregati nonché membro di un comitato di presidenti che riunisce circa 40 consorzi non risulta alcuna interlocuzione, su questo come su qualsiasi altro argomento, né con l’Usrc né con altri eventuali attori”.

“Se ora l’Usrc sostiene che la decisione è stata ‘ampiamente condivisa con gli ordini professionali e rappresentanti dei consorzio’ allora qualcuno sta mentendo e corre l’obbligo di sapere chi – conclude – L’unica cosa certa e vera, fino a oggi, è che si continua ad affermare e ribadire che parte di quanto elargito finora ai privati non spettava e questo, se qualche ‘circolare’ o ‘comunicato stampa’ non ha cambiato nel frattempo l’orientamento giurisprudenziale, è materia ghiotta per la Corte dei conti”.