L’AQUILA – Anche il direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere (Usrc), Paolo Esposito, è a suo modo un “precario”, e anche lui potrebbe andare a casa a breve, come già capitato ai 56 lavoratori a tempo determinato del Comune dell’Aquila e come avverrà rapidamente a quelli degli altri Comuni del “cratere”, naturalmente salvo proroghe.

E all’Usrc tra la primavera e l’estate prossima scadranno anche i contratti di 25 dipendenti assunti a tempo determinato con il cosiddetto “concorsino”.

Una specie di “precari di serie b”, visto che sulle loro sorti nessuno si è fino ad ora pronunciato, a differenza dei 56 colleghi del capoluogo, a cui è scaduto il contratto il 30 settembre, e per i quali si vorrebbe una proroga in deroga al paletto del massimo di 36 mesi a tempo determinato imposto dal Jobs Act: una nuova falla che rischia di aprirsi negli uffici della ricostruzione, già bersagliati da disservizi.

Per Esposito sono in ballo altri incarichi, tra cui, secondo quanto si è appreso, alcuni anche nella pubblica amministrazione. Eppure il direttore, sempre secondo quanto si apprende, sarebbe disposto a un rinnovo per completare il rodaggio della macchina che, superata la fase a singhiozzo dovuta all’incertezza sulle risorse, ha consentito di avviare la ricostruzione nei 56 comuni del “cratere” e nei 115 fuori cratere interessati da interventi post-sisma.

In particolare, nel “cratere” si è toccato il traguardo del completamento di un terzo dei cantieri della ricostruzione privata, nel territorio a oggi è stato ultimato il 27 per cento dei lavori. Degli 8.350 cantieri previsti per la riparazione di case classificate “B”, “C” ed “E”, ne risultano chiusi 1.709, mentre 589 sono quelli attualmente in corso.

Fuori dal “cratere” sono stati stanziati finora 257 milioni di euro, di cui assegnati ai comuni circa 165: con questi fondi sono stati effettuati interventi in 1.042 abitazioni inagibili per i danni del terremoto su un totale di circa 3.800.

ESPOSITO SFOGLIA LA MARGHERITA

A Esposito, da 3 anni alla guida della struttura che ha sede a Fossa (L’Aquila), scade il contratto il 30 novembre, essendosi insediato il 1° dicembre 2012. Un precario “sui generis”, naturalmente, in virtù dei 200 mila euro annui percepiti in questo triennio al vertice Usrc.

“Che cosa accadrà poi lo vedremo”, taglia corto il direttore parlando brevemente ad AbruzzoWeb, quasi a prefigurare che potrebbe anche non esserci un rinnovo.

“Al di là di me, che sono un manager – puntualizza – spero ci sia una continuità della squadra, quella squadra che ha consentito di fare tutto quello che l’ufficio ha fatto fino a oggi”.

Un giallo non da poco, visto che, nell’ufficio aquilano, quando con un anno di anticipo Paolo Aielli ha detto addio per andare a dirigere l’Istituto poligrafico-Zecca dello Stato, ci si è resi conto che la cosiddetta “legge Barca”, che aveva istituito gli uffici speciali, si era dimenticata di normare i periodi di vacatio del titolare.

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha dovuto forzare la mano nominando “titolare ad interim” il segretario generale del Comune, Carlo Pirozzolo, attualmente sospeso perché coinvolto nell’indagine giudiziaria sull’ex Onpi.

Si era detto che la nuova legge che avrebbe riscritto le regole della ricostruzione avrebbe dovuto porre rimedio a questo aspetto, ma il codicillo non è stato ricompreso tra i contenuti della proposta della senatrice Stefania Pezzopane che sono entrati a far parte delle norme inserite tra i commi per L’Aquila nel cosiddetto decreto “Enti territoriali” convertito in legge.

Quindi, se Esposito andrà via ci si troverà di fronte a una nuova impasse anche nel “cratere” a meno di sostituzione immediata.

TUTTE LE PEDINE A RISCHIO

Subito dopo di lui i 25 del “concorsino”, 9 istruttori direttivi tecnici, 7 istruttori tecnici, 1 istruttore direttivo geologo, 1 istruttore direttivo archeologo, 2 istruttori direttivi amministrativi, 4 istruttori direttivi contabili e 1 esperto informatico nelle procedure open-data.

Una selezione che, a differenza del “fratello maggiore”, quella del “concorsone Ripam” espletato per il Comune dell’Aquila, dove sono entrate 300 persone, non ha previsto assunzioni a tempo indeterminato.

L’ufficio diretto da Esposito coordina anche il lavoro degli otto uffici territoriali per la ricostruzione (Utr) cui afferiscono i Comuni delle altrettante aree omogenee. Anche in quelli l’organico è costantemente diminuito, a causa di trasferimenti, maternità, ricongiungimenti familiari.

Già nell’aprile scorso, nell’Utr di Rocca di Mezzo venivano denunciati i primi ritardi nell’approvazione delle pratiche da parte dei dipendenti, proprio a causa dell’insufficienza di personale, che era passato dalle 72 unità iniziali a 57. Alcuni a questo giornale sono andati oltre, denunciando anche ingerenze della politica con tentativi di scavalco di pratiche di amici e parenti su altre.

In definitiva, l’Usrc potrebbe insomma entro l’estate prossima avere decimato l’organico, che rimarrà composto dei solo 25 dipendenti a tempo indeterminato, la quota parte cioè dei 300 assunti dal “concorsone” e distribuiti nei due uffici speciali per la ricostruzione (25 ciascuno), e per il resto nel Comune dell’Aquila (128 unità), negli otto uffici territoriali delle aree omogenee (in tutto 72) e a province e Regione Abruzzo (i restanti 50).​