L’AQUILA – Sette ditte escluse su quattordici, questo l’esito del primo importante passaggio che porterà si spera a breve all’assegnazione dell’appalto dei lavori di ricostruzione di palazzo dell’Emiciclo, che ospita la sala consiliare del Consiglio regionale d’Abruzzo, una struttura fortemente danneggiata dal terremoto del 6 aprile 2009.
Lunedì in Regione la Commissione di gara ha aperto le buste contenenti le offerte tecniche per la verifica dei requisiti formali delle ditte interessate che avevano risposto al bando di gara europeo.
Requisiti che, per metà di esse, sono stati giudicati inadeguati. Un responso a cui ha fatto seguito la protesta a tratti vibrante delle ditte escluse. Ora si passerà alla valutazione delle proposta economica.
L’importo complessivo dei lavori è stato stimato in 13,8 milioni di euro, suddivisi in 10,6 milioni per l’ammodernamento e i lavori sull’immobile e 813 mila per la progettazione esecutiva.
I fondi erogati dal Cipe sono disponibili dal 2012. Il progetto preliminare è stato redatto invece dall’Ufficio Tecnico del Consiglio regionale.
Nel dettaglio, gli interventi riguarderanno il palazzo ex ‘Gil’ dove nel 2008 era stata realizzata la nuova aula consiliare e il complesso dell’ex convento, con il colonnato, sottoposti a vincolo della Soprintendenza ai beni artistici, con base d’asta di 10 milioni e 600 mila euro.
L’iter dell’aggiudicazione dell’appalto aveva subito un rallentamento a causa di un errore nella relazione geologica, relativo alla classificazione del suolo, allegata al progetto preliminare.
Assegnato l’appalto, i lavori dovranno concludersi, prevede il bando, in 700 giorni.



