L’AQUILA – “Con la Curia i rapporti sono sereni”.

Lo afferma in una nota Pietro Di Stefano, assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila, provando a smorzare le polemiche sollevate ieri da AbruzzoWeb sulla guerra in corso fra Comune e direzione regionale Beni culturali da una parte e Curia dall’altra sullo scandalo della basilica di San Massimo, la chiesa più importante della città, nel cuore del centro storico, unico luogo di culto che, a distanza di più di cinque anni dal terremoto del 6 aprile 2009, non ha ancora visto un solo intervento di ricostruzione.

Di fatto, la chiesa è rimasta completamente abbandonata, diventando il simbolo della cattiva gestione della ricostruzione post-sisma, l’associazione costruttori (Ance) provinciale e regionale che in una lettera avevano sottolineato che i requisiti per partecipare alla ‘mini gara’ per aggiudicarsi i lavori, pubblicati solo in un’inserzione sul quotidiano economico Il Sole24Ore, erano tali da far fuori dalla corsa tutte le aziende locali, facendo gridare alla possibile assegnazione ad aziende nazionali ‘amiche’ della Curia, che di San Massimo è proprietaria. 

Per Di Stefano, “non c’è l’intenzione di rinfocolare polemiche in merito agli interventi di ricostruzione di aggregati vincolati, di proprietà della stessa Curia e che comprendono anche le chiese”.

“Ho, invece, avuto incontri sereni e di confronto, insieme al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, con la Curia e con l’arcivescovo, monsignor Giuseppe Petrocchi, durante i quali si è preso atto della normativa ma anche dei buchi e delle indeterminatezze che questa rappresenta, per il susseguirsi di norme nel tempo, non sempre coordinate tra di loro. Nel rispetto delle leggi e delle prerogative di ognuno – prosegue l’assessore – abbiamo pertanto avviato un lavoro proficuo, tendente a superare i passaggi dubbiosi, conforme alle norme generali e all’esigenza di accelerare gli interventi di recupero del patrimonio culturale vincolato appartenente alla Curia, consci di quanto rappresenti per l’identità dell’Aquila”.

“Quindi – conclude Di Stefano – nessuna confusione potrà esserci sull’ordine degli interventi che saranno attuati ma una positiva collaborazione con la Curia e con monsignor Petrocchi in particolare che, come il Comune, è animato da uno spirito positivo e collaborativo, per il bene della collettività aquilana”.