L’AQUILA – Si sbloccano definitivamente i lavori di ricostruzione post-sisma di palazzo Margherita, lo storico Municipio dell’Aquila in piazza Palazzo al centro di un complicato appalto da 12 milioni di euro.

Il via libera, con lo stop a ogni ulteriore ritardo, emerge da una nota stampa, peraltro inusuale, firmata dagli imprenditori aquilani Stefano Cipriani, vice presidente dell’Ance, e Massimo Mancini, vice presidente dell’Aquila Calcio, che fanno parte dell’associazione temporanea di imprese (Ati) arrivata seconda.

I costruttori annunciano la rinuncia a presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale sull’aggiudicazione dei lavori alla Samoa Srl, azienda di Salerno che ha vinto la commessa.

Un epilogo che aveva creato polemiche e minacce di ricorsi. L’impresa ha avuto l’assegnazione provvisoria in via provvisoria a fine maggio battendo altri 11 concorrenti.

È un appalto del valore esatto di 11,7 milioni, divenuti 8,9 con il ribasso del 26 per cento proposto dall’azienda campana. I fondi sono disponibili già dal 2010, stanziati dall’allora commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, a cui si sono aggiunti, nel 2012, i 5 milioni della donazione di Federcasse Bcc.

I due imprenditori nella nota spiegano di essere spinti al loro gesto dalla stessa motivazione che li ha portati a partecipare alla gara, “l’amore per la città di appartenenza”, e di aver deciso “da cittadini e non certo da operatori del settore”, spiegando, però, di voler vigilare “affinché i lavori vengano realizzati rispettando i tempi e le indicazioni del progetto vincitore con la speranza che palazzo Margherita torni presto a essere riaperto”.

Al di là dell’amore per la città, va detto che le azioni preliminari a presentare un ricorso, Cipriani e Mancini, le avevano compiute eccome: inoltrando una richiesta di accesso agli atti e facendo svolgere una valutazione tecnica sulla documentazione ricevuta. Solo dopo questi passaggi, ieri, con i termini per il ricorso scaduti da giorni, è arrivata la rinuncia.

Una volta compiute le stime e soppesata la probabilità di vincere l’istanza, avrà forse pesato anche il fatto che, in caso di debacle dinanzi al giudice amministrativo, gli imprenditori denuncianti sarebbero potuti essere a loro volta vittime di un contenzioso.

La coppia di aziende all’inizio era un trittico, perché con Cipriani e Mancini c’era anche Elio Gizzi, per anni presidente dell’Aquila Calcio, che ha però dovuto ritirarsi perché coinvolto nell’inchiesta “Dirty job” sulle presunte infiltrazioni della Camorra nei cantieri della ricostruzione privata, dove i casalesi impiegavano manodopera illegale a metà prezzo, a causa della quale ha avuto una interdittiva antimafia.

Intanto spunta un’ulteriore novità nella tormentata gara per il Municipio: secondo quanto si è appreso, alla luce di un riconteggio, secondo in classifica potrebbe diventare un altro imprenditore aquilano, Eliseo Iannini, oggi ufficialmente giunto al terzo posto.

Ma anch’egli, pure alla luce dei termini scaduti, sarebbe deciso a non fare ricorso, sgombrando definitivamente il campo dai pericoli di stop al recupero di uno dei palazzi più importanti del centro storico, tra l’altro ormai definitivamente di proprietà del Comune, che ha vinto il contenzioso con la Provincia dell’Aquila.

I lavori potrebbero partire nelle prossime settimane dopo il completamento delle procedure. (alb.or. – b.s.)

LA NOTA COMPLETA

Non ci sarà vera rinascita del centro storico senza l’immediato recupero di Palazzo Margherita, principale sede del Comune dell’Aquila, casa di ogni cittadino, luogo simbolo dell’aquilanità, custode della bolla del perdono di Papa Celestino V e del primo esemplare di stemma della città.

Soprattutto ora che i lavori di quel comparto sono quasi tutti già terminati, basti pensare all’eccezionale recupero del palazzetto dei Nobili, o avviati con successo, lo spettro di Palazzo di Città, ancora sorretto dalle imbragature dell’emergenza, non offre il segno della rinascita.

Ma i tempi per l’affidamento definitivo dei lavori, già dilatati da lungaggini burocratiche, rischiano di slittare ancora di parecchi mesi poiché esposti ai possibili ricorsi al risultato di gara da parte delle ditte escluse.

Ma Stefano Cipriani e Massimo Mancini, titolari delle imprese tutte aquilane che fanno parte del raggruppamento classificatosi secondo alla gara di appalto, spinti dalla stessa motivazione che li aveva portati a voler partecipare a questa gara simbolo della ricostruzione, ossia l’amore per la città di appartenenza, hanno deciso, da cittadini e non certo da operatori del settore, di rinunciare alla presentazione di qualsiasi ricorso.

Questo affinché i lavori possano iniziare, essere condotti in tempi celeri e realizzati tenendo conto dell’importanza storica del palazzo e del desiderio forte della collettività aquilana di riavere operativo e funzionante il cuore della rappresentanza e della democrazia comunale.

Vigilando, però, affinché i lavori vengano realizzati rispettando i tempi e le indicazioni del progetto vincitore con la speranza che palazzo Margherita torni presto a essere riaperto.