L’AQUILA – “Verrà recuperato tutto il patrimonio artistico recuperabile. Certo la realtà è complessa e i tempi per ripristinare il tutto sono lunghi”.
È il pensiero del vice commissario delegato per la tutela ai Beni culturali, Luciano Marchetti, convinto di poter restituire all’Aquila l’enorme patrimonio storico che da sempre l’ha distinta, a margine della presentazione del secondo volume dei quaderni di archeologia “Le macerie rivelano” nella sala dedicata a Benedetto XVI dell’Istituto superiore di scienze religiose ‘ides et ratio’.
A quasi tre anni dal sisma, Marchetti fa il punto sulla situazione dei puntellamenti del patrimonio artistico-architettonico del capoluogo d’Abruzzo.
“Abbiamo messo in sicurezza quasi tutto – dice – ripristinando anche i programmi di attuazione dei singoli interventi. Ovviamente occorrono delle risorse che dovranno essere messe a disposizione dal commissario. Le strutture provvisorie, con il passare degli anni, hanno bisogno di manutenzione che è quindi indispensabile. Bisogna mettere in conto i costi e il trascorrere del tempo”.
“LE MACERIE RIVELANO”: PRESENTAZIONE DEL SECONDO VOLUME
Crolli e distruzioni sono capaci di rivelare oggetti storici sconosciuti e hanno, come sostenuto dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari “un grande valore per la storia delle nostre chiese”.
Il secondo volume dei quaderni “Le macerie rivelano” approfondisce i ritrovamenti nella cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio e del rosone inedito della chiesa di Santa Giusta.
A illustrare i rinvenimenti, l’archeologo Vincenzo Torrieri, ben consapevole del fatto che approfondimenti sui ritrovamenti richiedono risorse e tempo.
“Sotto l’attuale San Luigi e l’Episcopo – spiega – è stata rinvenuta una cisterna, un ambiente rettangolare sei metri per quattro che possiamo posizionare tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500. La cisterna raccoglieva le acque delle falde e possiamo dire che è una struttura che non ha nulla a che vedere con il caseggiato. Probabilmente risale al cardinale Amico Agnifili”.
“Abbiamo inoltre ritrovato tre sepolture – aggiunge – e possiamo dire che la cosa fosse prevedibile. Sono stati rinvenuti anche corredi e suppellettili. Per quanto concerne la chiesa di Santa Giusta, di fronte a Palazzo Centi, è stata trovata una parte di rosone”.
Il terzo volume dei quaderni di archeologia sarà dedicato, come anticipato dal vice commissario Marchetti, ai ritrovamenti della chiesa di San Marco e agli ultimi lavori effettuati sul territorio.
Un minuzioso e ingente lavoro quello di tecnici, storici dell’arte e ministero per i Beni e le attività culturali che gode dell’appoggio della Provincia, come sostenuto dall’assessore alla Promozione sociale e alla scuola, Luigi D’Eramo, nel corso della presentazione del libro.
Presenti anche il soprintendente dei Beni Culturali Andrea Pessina, la storica dell’arte Antonella Lopardi, il prefetto dell’Aquila Giovanna Maria Iurato, e monsignor Giovanni D’Ercole.



