L’AQUILA – Silvana Giangiuliani, Giorgio Lovili o Vittorio Fabrizi alla guida dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila.

Da quanto appreso da AbruzzoWeb è questa la terna di nomi proposta dal primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, impegnato in questi giorni a selezionare i due super manager da 200 mila euro l’anno che dovranno vigilare sulla ricostruzione dell’Aquila e del “cratere”.

Un compito in parte delegato a una società specializzata nella ricerca delle risorse umane, i “cacciatori di teste” della Management consulting and selection (Mcs), come rivelato da questo giornale, anche se l’ultima parola spetterà al ministro stesso in accordo con i sindaci dei Comuni interessati.

Cialente ha provato ad anticipare i tempi, segnalando tre persone di proprio gradimento. Che i primi due siano nelle grazie del capo dell’amministrazione non ci sono mai stati dubbi.

Come svelato sempre da questo giornale nei mesi scorsi, infatti, tanto che sia per la Giangiuliani, ex assessore comunale al Bilancio della precedente Giunta, sia per Lovili, ex segretario generale e attuale revisore dei conti del Centro turistico del Gran Sasso, entrambi pensionati d’oro statali, era già pronto un contratto di consulenza, poi stoppato dai malumori interni al centrosinistra.

Quello di Fabrizi, dirigente comunale del settore Sisma, invece, è una candidatura a sorpresa, almeno per i non addetti ai lavori.

Cialente cerca la strada della soluzione interna, quindi, probabilmente per evitare di ritrovarsi di nuovo un “controllore” sul modello di Gaetano Fontana. L’arrivo all’Aquila dell’ex direttore della Struttura tecnica di missione e poi dell’Ufficio di coordinamento ricostruzione, infatti, era stato salutato con entusiasmo, anche grazie ai buoni uffici del Pd nazionale, il partito del sindaco. E secondo i rumors, quest’ultimo era stato uno dei principali sponsor dell’architetto, “Fontana è un mio amico” diceva spesso all’iniziol.

Con il passare del tempo, però, i rapporti erano peggiorati, sino a tramutarsi in aperta ostilità, tanto che il funzionario è stato spesso additato come il principale responsabile del blocco dei cantieri in città, soprattutto per la sua adesione incondizionata ai piani di ricostruzione: uno strumento che il Comune dell’Aquila ha dovuto ingoiare a forza e a cui non ha mai creduto fino in fondo.

Il problema è che in corsa per l’incarico al vertice dell’Usr aquilano ci sono tante altri aspiranti, allettati dal ricco emolumento e dall’indubbio prestigio del ruolo, e non tutti sono aquilani, anzi.

Una sfida che si annuncia senza esclusione di colpi, ecco perché Barca ha dovuto chiamare l’azienda di “cacciatori di teste”, definizione del capo di gabinetto del ministro, Alfonso Celotto, che si sta occupando delle “nomination”.

Non solo. A far gola ci sono anche le 25 persone da assumere a tempo determinato, una pattuglia di “fedelissimi” scelti direttamente dal titolare dell’Ufficio (e altrettante ci saranno per l’ufficio “gemello”), molto probabilmente senza concorso né bandi pubblici, anche se Barca interrogato su questo aspetto si è affrettato a precisare: “Saranno figure flessibili”.

In ogni caso un particolare che, in tempi di cinghie tirate, dipendenti pubblici in mobilità e tagli alla spesa, non è da poco.

CIALENTE, ”ARTICOLO INVENTATO”, MA I TRE NOMI ESISTONO

“Questo articolo è un’invenzione assoluta”.

Piccata replica sulla piazza virtuale di Facebook del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, all’articolo di AbruzzoWeb con cui questo giornale ha reso nota una terna di nomi suggeriti a Roma tra i quali, da quanto si è appreso, scegliere il super manager del nuovo ufficio di ricostruzione.

Niente Silvana Giangiuliani, Giorgio Lovili o Vittorio Fabrizi, ha assicurato Max.

“Non è vero nulla – ha scritto commentando in coda al pezzo – Mi sorprende che un giornalista si trasformi in romanziere senza avvenire (probabilmente avvertire, ndr) i lettori”.

Cialente ha poi anche chiamato chi scrive, facendo notare che “è impossibile che possano essere Lovili o la Giangiuliani i direttori, non sono neanche ingegneri!”.

Ma si sbaglia. L’intesa firmata lo scorso 7 agosto tra Comune e ministero per la Coesione territoriale, infatti, prevede che il titolare dell’Ufficio possieda “una formazione tecnica economica” e competenze di tipo “gestionale generale con attitudine alla pianificazione, efficienza/efficacia dei processi, controllo e rendicontazione dell’operato e alla negoziazione”, inoltre deve avere “ricoperto ruoli di dirigente direzione generale o direzione di progetti”.

Insomma, nella descrizione i due “pensionati d’oro” ci rientrano eccome e ci rientra pure Fabrizi, nemmeno nominato da Cialente nella sua doppia smentita.

Registriamo la posizione del sindaco ma ribadiamo l’attendibilità della fonte di AbruzzoWeb. Tra qualche tempo si vedrà chi ha romanzato e chi no.