L’AQUILA – “La stima di 8-10 anni per il completamento della ricostruzione è assolutamente fattibile perché ora abbiamo una programmazione e criteri di priorità”.
Lo ha detto il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, oggi all’Aquila e nel circondario per fare il punto della ricostruzione dopo un anno di mandato da ‘inviato speciale’ del governo Monti in quest’ambito.
Secondo Barca, dopo l’approvazione del cronoprogramma da parte del Comune dell’Aquila e dei vari piani degli altri Comuni ora la ricostruzione “è su un piano di certezza. È importante, però – ha sottolineato – che la mobilitazione cittadina non sia solo sul reperimento immediato e rapidissimo delle altre risorse ma sul fatto che gli impegni che oggi ci sono stati raccontati vengano assunti”.
Date le certezze sulla programmazione dei fondi, secondo Barca ce ne saranno anche sulla disponibilità: “Mi auguro ci sia molta cassa e la cassa ci sarà – ha assicurato – perché ho inviato al ministro dell’Economia la firma su una variazione di bilancio che verrà fatta nei prossimi giorni”.
Barca si è scagliato contro il pessimismo e la sfiducia che aleggiano nel capoluogo abruzzese e nel ‘cratere’ citando 17 punti che ha definito “figli della sfiducia”.
“In questa città c’è un’idea malsana che devo dire il resto d’Italia ha superato – ha rimproverato – Gli impegni sono accolti non da attenzione curiosa, ma dal ‘tanto non ce la fai’ che è un alibi per la politica. Così la politica non si sente incalzata. In 17 momenti abbiamo avuto non la critica specifica, ma un atteggiamento autolesionista”.
Un atteggiamento che, secondo il ministro, ora va superato. “Oggi ci sono perfino nel centro storico cantieri che fino a tre mesi fa non c’erano”, ha sottolineato.
“La notizia straordinaria – ha proseguito – è che adesso finalmente L’Aquila può dire a tutta l’Italia ‘siamo capaci, abbiamo assegnato i fondi’. Fino a ieri, in Parlamento, quando il governo provava a dire che ci fosse bisogno di altri fondi, il parlamentare di estrema destra o di estrema sinistra, campano, piemontese o anche abruzzese, rispondeva: ‘mi fate ridere, L’Aquila non è capace di programmare, assegnare né spendere’”.
Secondo Barca, “solo oggi questo territorio ha riguadagnato la capacità di spendere, ma solo se le persone, i cittadini, ma anche i giornalisti, se ne convincono e stanno insieme. Solo oggi la città dice non è vero, i soldi li sto usando, e con criterio e capacità, creando una città moderna. Se ci sono orecchie per sentire, è una cosa di cui andare orgogliosi”.
Il ministro ha lodato gli amministratori locali. “Gli abbiamo dato la responsabilità micidiale di decidere dove destinare 2 miliardi, l’abbiamo messa in buone mani: questo è il messaggio che ci hanno dato oggi il sindaco dell’Aquila e i sindaci del ‘cratere’ – ha concluso – Ci hanno dato una prova straordinaria, che mancava dall’inizio della ricostruzione sia perché la responsabilità dei Comuni non c’è nella fase emergenziale sia perché avevano esitato”.
LETTA CONTESTATO: “VERGOGNA!”
“Noi di ‘figli della sfiducia’ ne abbiamo avuti a carriolate, ne abbiamo avuto le carriole piene. Qualsiasi cosa veniva accolta con sfiducia”.
Questo il passaggio dell’intervento dell’ex sottosegretario di Stato Gianni Letta che ha suscitato un’aperta contestazione di un gruppo di tre cittadini all’interno dell’aula magna del dipartimento di Scienze umane.
Barca aveva evocato 17 punti “figli della sfiducia” per sottolineare il pessimismo dilagante e da combattere nel capoluogo e nel ‘cratere’ ma quando Letta ha alluso alla protesta delle carriole alcuni cittadini dal pubblico sono insorti gridando “Vergogna, vergogna!”.
In un altro passaggio, Letta ha aggiunto che “non abbiamo saputo comunicare perché spesso il rumore della contestazione annullava la comunicazione”, ma una donna dalle prime file lo ha corretto, “il rumore della sofferenza”.
SEQUESTRATO STRISCIONE A UN CONTESTATORE
A un giovane aquilano partecipante al ‘concorsone’, Emanuele Di Girolamo, che questa mattina si trovava fuori la facoltà di Scienze umane dove era in corso l’incontro del ministro Fabrizio Barca, è stato sequestrato uno striscione polemico sulla maxi selezione pubblica da 300 persone da destinare agli uffici impegnati nella ricostruzione dell’Aquila e del cratere.
Il ragazzo lo teneva in mano, ripiegato, quando le forze dell’ordine glielo hanno requisito. Solo allora hanno consentito al ragazzo l’accesso nella facoltà.
Lo striscione denunciava la violazione dell’articolo 97 della Costituzione e in particolare il giovane si lamentava di non aver potuto accedere agli atti.
All’esterno dell’aula magna dov’era in corso l’evento, successivamente, il ragazzo ha parlato con il capo di gabinetto del ministero di Barca, Alfonso Celotto.
TUTTI INVITATI ALLA FESTA DELLA NON RICOSTRUZIONE
Un’occasione ghiottissima, la presenza di Barca, Chiodi, Cialente, Letta, Mancurti, in ordine sparso protagonisti passati e presenti di quattro anni di ricostruzione.
Ecco perché alcuni esponenti del Comitato 3e32, che hanno organizzato per dopodomani, sabato 23, alle 15, la Festa della (non) ricostruzione a piazza Palazzo, ne hanno approfittato per consegnare veri e propri inviti scritti a mano alle varie personalità.
Una locandina ha anche fatto capolino da una finestra dell’aula magna-bunker del dipartimento di Scienze umane. Perplessa l’espressione di Letta nell’aprire e leggere il sarcastico invito.
NELLA NUOVA SEDE UNIVERSITARIA NON PRENDE IL TELEFONINO
Disappunto di tutti, dal ministro ai cronisti ai cittadini, nel riscontrare che nell’aula magna di una sede universitaria nuova di zecca, inaugurata da pochi mesi, ritenuta all’avanguardia, appunto quella della ex facoltà di Lettere ora dipartimento, non c’è campo per i telefonini cellulari di ogni operatore.
Complimentoni a chi l’ha progettata e realizzata con questo grave handicap tecnologico.
CHIODI: “DOPO 8 MESI LA NUOVA MACCHINA STENTA”
“Dopo 8 mesi noto che la nuova macchina amministrativo-istituzionale stenta a partire, provocando qualche segnale di smarrimento e sfiducia nelle possibilità di ricostruire”.
Questo un passaggo del commento del presidente della Regione ed ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che ha diffuso una nota al termine dell’incontro all’aula magna del dipartimento di Scienze umane dell’Aquila con il ministro Fabrizio Barca per fare il punto sulla ricostruzione pesante dei centri storici.
“Spero, però – ha aggiunto Chiodi – che tali difficoltà vengano presto superate grazie a una auspicabile unità di intenti tra i soggetti istituzionalmente competenti per i processi di ricostruzione e rilancio dei territori colpiti dal sisma”.
Sull’inizio della ricostruzione, tuttavia, in un altro passaggio Chiodi evidenzia in modo un po’ contraddittorio: “non dimentichiamo che, di fatto, la ricostruzione è iniziata il giorno dopo il terremoto del 6 aprile 2009”.
“In qualità di Commissario delegato, in due anni e mezzo di mandato, mi sono occupato del difficile compito di chiudere l’emergenza post-sisma, di avviare la ricostruzione fuori dai centri storici e di porre le basi a quella dei centri storici – aggiunge – L’impegno profuso ha consentito a tutti coloro i quali avevano le proprie abitazioni distrutte di avere un tetto sicuro e confortevole, agli studenti di avere spazi adeguati per tornare a scuola nell’aquilano, agli imprenditori e ai professionisti di ricostruire le proprie aziende e studi. Tutto ciò ha evitato, sino a oggi, lo spopolamento del capoluogo d’Abruzzo”.
Un punto della situazione sentito più volte in passato, nel corso dei numeosi eventi di consuntivo andati in scena finora.
“Un lavoro importante per il quale devo ringraziare Gianni Letta qui presente – ha proseguito Chiodi – per il supporto che ci ha dato in quegli anni, ricordando, tra i moltissimi problemi di cui si è occupato, la vicenda della sospensione dei tributi e il ‘suo’ emendamento per abbatterne la restituzione al 40 per cento”.
“Devo, altresì, esprimere un riconoscimento al ministro Barca – ha detto poi il governatore – che dall’agosto scorso sta gestendo la complicata fase di riattribuzione delle competenze agli enti locali, che però, mi corre l’obbligo di sottolineare, non sono mai stati emarginati nei processi di ricostruzione”.
“A tal fine basti pensare che il decreto Abruzzo, di quattro anni fa – ha concluso – ha sempre contemplato il ruolo centrale dei comuni nella ricostruzione, attribuendo loro la competenza esclusiva per la programmazione urbanistica e di rilancio economico”.






