L’AQUILA – “Che fine hanno fatto i 128 cervelloni, le decine di precari e i consulenti che avrebbero dovuto programmare, progettare, eseguire le attività della ricostruzione a seguito del famoso sbandierato concorsone all’uopo confezionato?”.

L’ex primo cittadino dell’Aquila, Enzo Lombardi, risponde così alle dichiarazioni del sindaco, Massimo Cialente, che nei giorni scorsi ha motivato i problemi della ricostruzione pubblica degli Uffici comunali, degli impianti sportivi e ricreativi e dei cimiteri, con i “numerosi cavilli della macchina burocratica che impediscono ai lavori di procedere a ritmo spedito”.

“Aggiungerei anche problemi di viabilità, servizi generali, sedi e uffici pubblici non comunali eccetera – afferma Lombardi in una nota – Il Comune, quindi, deve fronteggiare un carico eccessivo di progetti e di pratiche, nonché bandi europei, ricorsi, giustizia amministrativa e perciò il sindaco afferma che per ovviare al sovraccarico di lavoro degli Uffici comunali si sta esaminando l’opportunità di affidare incarichi all’esterno, nonostante il rigore stabilito dalla legge del Paese, la cui eccessiva burocrazia costituisce un freno allo sviluppo e ingabbia gli imprenditori”.

“Sarebbero prova di quanto asserito i bandi di gara per lo stadio di Acquasanta, palazzo Margherita, scuole e uffici comunali – prosegue l’ex sindaco – Per la ricostruzione degli edifici privati, invece, viene addebitato alle ditte un pesantissimo ritardo nella riconsegna dei lavori e si minacciano, al riguardo, tuoni e fulmini!”.

“Cialente dovrebbe dare risposte e chiarimenti agli attoniti cittadini ai quali pochi giorni fa e con la solita sparata giornalistica annunciava il completamento della ricostruzione dell’asse centrale entro 3 anni – specifica Lombardi – Le strampalate dichiarazioni di Cialente, infatti, asseriscono e subito dopo smentiscono quanto in precedenza sostenuto. Corre così l’obbligo di rammentare con esempi concreti la sacrosanta verità dei fatti rispetto alle bugie e alla farsa messa in scena”.

“Dove sono finite le innumerevoli rimesse pubbliche e private a ridosso del terremoto per la ricostruzione degli uffici comunali, delle sedi giudiziarie, dei luoghi dello spettacolo, delle università, dell’Accademia dell’Immagine, delle strutture e infrastrutture essenziali per dare nuovo impulso anche all’economia della Città?”, conclude Lombardi polemicamente.