L’AQUILA – “Non è possibile che ogni sei mesi dobbiamo risollevare al Governo questo problema dei fondi per il personale della ricostruzione, messi anche alla gogna perché sembriamo quelli che hanno assunto il nipote, la zia e la mamma”.
A sbottare è Giovanni Lolli, il vicepresidente della Giunta regionale, che assieme ai sindaci del cratere aspetta l’incontro, con il sottosegretario all’economia Paola De Micheli, da cui si attendono risposte sui fondi necessari per retribuire il personale impegnato nella ricostruzione abruzzese, impiegati nei due uffici speciali per la ricostruzione, dell’Aquila (Usra) e del cratere (Usrc), negli uffici tecnici dei Comuni, a cui si sono aggiunti quest’anno gli addetti di Abruzzo Engineering, la società in house controllata dalla Regione.
Per il 2016 i fondi a disposizione, assegnati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) sono infatti 11,5 milioni di euro.
Tuttavia ne servirebbero 20, almeno a detta dei sindaci. Insufficienti anche i 13,5 milioni di euro assegnati il 10 agosto dal Cipe a copertura del 2017.
Nel dettaglio per i 56 tecnici co.co.co. impegnati nei Comuni, mancano per quest’anno 700 mila euro, e da giugno sono le amministrazioni ad anticipare gli stipendi.
Lolli confida in una soluzione rapida e ribadisce che il personale della ricostruzione, inquadrabile nella categoria ‘assistenza tecnica’, è numericamente ben al di sotto di quanto previsto dalle leggi vigenti
“In base agli stessi calcoli del governo, il loro impatto economico è pari al 2 per cento dell’importo delle somme che vengono gestite. Ebbene -sottolinea – Invitalia e l’Europa pongono per il comparto dell’assistenza tecnica come tetto massimo il 4 per cento, dunque siamo a dir poco virtuosi in termini di costi e burocrazia”.
Sarà questo un argomento che sarà fatto valere sul tavolo del governo, assieme ad un’altra valida ragione: bloccare proprio ora la filiera burocratica della ricostruzione, è per le casse dello Stato un pessimo affare.
“Se non ci danno i soldi, l’approvazione dei progetti le rendicontazioni le verifiche e i controlli subiranno un drammatico stop, e dunque apriranno meno cantieri, le persone torneranno a casa più tardi e questo comporta inevitabilmente un costo – aggiunge – Noi non chiediamo di assumere nessuno, ma sono di garantire le coperture per il personale già in servizio, che più lavora più ci fa risparmiare”.
Infine Lolli replica a chi tra i sindaci ha evidenziato, non senza venature polemiche, che il problema delle copertura quest’anno è dato anche dal fatto che bisognerà garantire i trasferimenti, attingendo dal medesimo fondo, anche per Abruzzo Enginering, a cui va la metà della torta.
“Questi sindaci vogliono togliere Abruzzo Enginering? Vorrei ricordare loro, che parliamo di ingegneri e tecnici altamente qualificati, che sono parte essenziale della macchina amministrativa della ricostruzione post sismica, non stanno mica lì a fare nulla! Direi che è ora di finirla con questa guerra tra poveri, dove a perdere sono tutti”, conclude.



