L’AQUILA – “Non mi piace che un amministratore di condominio si possa sentire onnipotente, tanto da non rispettare norme emanate a fatica per la legalità nella ricostruzione post-sisma degli edifici privati. Ho segnalato il caso a Comune e Usra, diffidando l’amministratore dal procedere a qualsiasi affidamento perché la sua procedura è viziata nella forma e nella sostanza”.
Si arricchisce di un nuovo caso il fenomeno delle scarsa chiarezza delle regole e del processo decisionale della ricostruzione privata nel cratere sismico aquilano.
A raccontare l’episodio che lo ha visto protagonista è, con uno sfogo sul suo profilo Facebook, Paolo Tella, presidente del Consorzio L’Aquila 2009, l’imprenditore che proprio ad Abruzzoweb aveva lanciato l’appello volto della creazione un “ufficio consultivo” aperto ai cittadini che possa dirimere preventivamente i tanti conflitti che inevitabilmente si accendono nella complessa partita della ricostruzione privata, visto che l’alternativa oggi, per contestare un atto ritenuto dubbio o illegittimo da parte dei presidenti di consorzio e dall’assemblea di soci che gestiscono milioni di euro di fondi pubblici, al di fuori però delle regole degli appalti pubblici, è rivolgersi alla magistratura ordinaria, con tempistiche e anche costi improponibili.
Nel suo post Tella racconta di una convocazione per l’assegnazione di un appalto privato avvenuta il giorno prima, e connotata da una ostilità considerata preventiva nei confronti della sua azienda che pure poteva vantare un punteggio di gran lunga superiore rispetto alla ditta concorrente, tanto dal far sospettare che la selezione fosse già “viziata” all’origine. Filippo Tronca
Sabato mattina ricevo una telefonata da un amico e vengo avvisato che alle 16 si terrà una riunione di condominio per scegliere l’impresa.
Controllo la posta e scopro che mi è stata inviata una pec alle 21 di venerdì. Forse l’amministratore del condominio non ha il mio numero di telefono.
Sta di fatto che venerdì alle 21 vengo convocato per un’assemblea che si tiene sabato alle 16.
Vado. I proprietari sono chiamati a scegliere tra noi (L’Aquila 2009) ed altra impresa. La graduatoria con i punteggi indica noi al primo posto con molti punti di distacco sulla seconda.
In sede di riunione apprendo che l’amministratore ha un contenzioso in corso con altra impresa e mi chiede di assumere gli oneri dell’eventuale risarcimento danni, apprendo anche che non c’è ancora il progetto (la scadenza per la presentazione è oggi 29) e mi chiede di impegnarmi a realizzare il tutto senza consegnarmi nemmeno il computo metrico.
Inoltre scopro che ha invitato nuove imprese dopo aver chiuso la fase di gara e che nei verbali del condominio non sono rispettati i più elementari criteri fissati dal codice civile.
Mi tengono per tre ore sotto torchio cercando, con evidenza, una minima pagliuzza che dia loro la motivazione per non scegliermi, ma non la trovano.
Così li lascio alla loro scelta. Io non so se sono stato scelto o no ma ieri, tra un po’ di giardino ed un po’ di letture casalinghe, mi ronzava in mente una strana sensazione.
Quel lavoro non lo voglio fare, non mi piace imporre la nostra presenza se non sono gradito; ma non mi piace che un amministratore si possa sentire onnipotente e non rispettare norme emanate a fatica per la legalità nella ricostruzione.
Allora ho deciso: ho preso computer, ho aperto la pec, ed ho segnalato il caso al Comune ed all’ Ufficio speciale della Ricostruzione, diffidando l’amministratore dal procedere a qualsiasi affidamento perché la sua procedura è viziata nella forma e nella sostanza.
Ho chiesto al titolare dell’Ufficio speciale ricostruzione del Comune dell’Aquila, Raniero Fabrizi, al sindaco Massimo Cialente, all’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano di intervenire in quanto garanti istituzionali del corretto utilizzo di indennizzo pubblico erogato ad un funzionario di pubblico servizio.
Ho anche chiesto di indicarmi, nel caso di impossibilità di loro intervento, quale procedura adottare a tutela del corretto utilizzo di fondi pubblici.
Ora vedremo cosa succede.



