L’AQUILA – Il Popolo della libertà ha presentato una propria proposta di legge sulla ricostruzione, con il capogruppo Fabrizio Cicchitto primo firmatario seguito dai sei deputati abruzzesi Sabatino Aracu, Carla Castellani, Marcello De Angelis, Giovanni Dell’Elce, Paola Pelino e Maurizio Scelli.
Un testo “light”, meno organico rispetto alla proposta di iniziativa popolare, del Pd e dell’Udc, ma che non avrà bisogno di copertura finanziaria.
Secondo i piani della maggioranza, si cercherà ora di approdare a un testo condiviso, rinviando la discussione in aula di due settimane rispetto al 17 ottobre, rimandando il testo in commissione e cercando una sintesi con le altre tre proposte: quella d’iniziativa popolare assorbita dal Pd, quella dell’Udc e quella dei Radicali.
Una sintesi su cui pare ottimista De Angelis, che evidenzia come il testo della maggioranza sia l’unico approvabile al volo senza il problema della copertura.
Dall’altro lato, qualche riserva in più sull’intesa pare averla il collega del Partito democratico Giovanni Lolli, che sottolinea le differenze formali tra le prime tre proposte, molto più organiche, e quest’ultima di Cicchitto, di pochi articoli e che mira a una semplificazione rapida.
“È una proposta molto meno articolata, più semplice, di quattro articoli – spiega De Angelis – che insiste su una semplificazione e sull’accelerazione delle procedure sia per l’accesso ai fondi che per l’avvio dei lavori, senza intervenire sugli ambiti decisionali”.
Una legge, quindi, che non smonterà il sistema delle ordinanze. “Non si parla di ordinanze – conferma il deputato – ma si fa chiarezza sulla sovrapposizione normativa generata dalla loro grande quantità e anche sui dubbi interpretativi generati dal linguaggio delle ordinanze”.
Per fare qualche esempio, “i piani urbanistici, i piani di ricostruzione, la progettazione, la difficoltà di attribuzione delle competenze su immobili misti pubblici-privati e sulle parti comuni. In questo modo ci sarà una possibilità di avvio dei lavori forse non immediata ma estremamente più rapida”.
E Gianni Chiodi? “Resta commissario e mantiene le sue attribuzioni da commissario – prosegue il deputato – interfacciandosi direttamente con i sindaci per quanto riguarda l’avvio dei lavori. Abbiamo recepito su questo anche una proposta della legge d’iniziativa popolare, cioè la possibilità d’intervento diretto dei sindaci per gli immobili su cui non c’è iniziativa del proprietario”.
Ma il commissario delegato è contrario da sempre a qualsiasi tipo di legge sulla ricostruzione: “La legge già c’è”, è un ritornello di Chiodi. Dovrà adeguarsi? “Mah adeguarsi no, ha compreso che in fin dei conti la legge faciliterà il suo compito – spiega ancora De Angelis – La legge riduce i tempi ma anche i problemi di comunicazione”.
Che ne sarà delle altre proposte, quella del Pd figlia dell’iniziativa popolare, quella dell’Udc e quella dei Radicali? “Normalmente si cerca di fare un testo unificato. C’è già una richiesta del relatore e del presidente dell’ottava commissione – svela – di far ritornare i testi in commissione con slittamento della discussione rispetto al 17 ottobre, per un breve periodo di ulteriore lavoro, una settimana, massimo due”.
“La mia sensazione – sottolinea il parlamentare – è che ci possa essere un accordo molto ampio su un testo alleggerito, l’auspicio è che in breve tempo si possano sfrondare le altre proposte, più complesse e onerose, ma con gravi problemi di copertura finanziaria, e velocizzare la parte regolamentare, che non ha costi. Si potrebbe approvare in tempi relativamente brevi e arrivare al senato senza attriti”.
Quanto alle altre parti politiche, “con Giovanni Lolli la collaborazione è pressoché quotidiana: rispetto a lui, non lo dico per fare polemiche, quelli dell’Udc sono meno addentro alle questioni tecniche. Lolli ha un approccio molto meno dogmatico e più teso a trovare la soluzione pratica”.
“Partiamo da punti di vista lontanissimi: la nostra legge è forse perfino eccessivamente articolata, quella del Pdl è una mossa di snellimento di procedure”.
Così Lolli commenta la nuova proposta venuta dalla maggioranza, facendo intendere un dialogo possibile ma non per questo probabile.
“Non la consideriamo la nostra proposta una ‘Bibbia’ – aggiunge – ma ci sono punti irrinunciabili. Loro chiederanno al presidente Fini 15 giorni di tempo e lo slittamento della discussione, se lo concederà da martedì cominceremo a parlarne in commissione. Il relatore Ghiglia (Agostino, capogruppo pidiellino all’8ª commissione, quella Ambiente) proverà a fare un testo unico e vedremo”.
“I nostri capisaldi – avvisa Lolli – sono tutta la parte ordinamentale, il superamento del commissariamento, la normativa che dev’essere simile a quella degli altri terremoti. Difficile intesa? Sono possibilista”.
“Se dovessi seguire la mia convenienza politica, ora mi metterei a fare comizi, ma voglio fare una legge, è una cosa diversa”, conclude Lolli.



