L’AQUILA – Il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sul decreto legge “Crescita” che contiene anche i cinque articoli sul terremoto dell’Aquila e del “cratere” presentati dal ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca ed emendati nel corso del dibattito presso le commissioni congiunte Finanze e Attività produttive della Camera dei deputati.
L’articolo 67 bis individua le norme per la chiusura dello stato di emergenza, la cui cessazione è fissata al 31 agosto prossimo.
L’articolo 67 ter individua le modalità per la gestione ordinaria della ricostruzione, con la creazione di due Uffici speciali, uno per L’Aquila e uno per gli altri Comuni del “cratere”, per questi ultimi vengono istituiti otto uffici tecnici comprensoriali. Nello stesso articolo sono contenute le norme per l’assunzione a tempo indeterminato di 200 persone: la metà dei posti è riservata ai precari del sisma.
L’articolo 67 quater contiene il contestato passaggio sulle seconde case, la cui ricostruzione è assicurata solo per quelle localizzate nel centro storico dell’Aquila, con l’esclusione delle frazioni del capoluogo e dei paesi.
Per tali edifici è prevista obbligatoriamente la delega al Comune dell’Aquila, che dovrà gestire la progettazione, la gara d’appalto e l’affidamento dei lavori: un altro comma che ha creato molti malumori, poiché la procedura a evidenza pubblica creerà dei rallentamenti alla ricostruzione, senza contare il rischio di offerte con ribassi elevati che potrebbero compromettere la qualità degli interventi.
L’articolo 67 quinquies, tra le altre cose, fissa il termine di 120 giorni per l’approvazione dei piani di ricostruzione per quei Comuni che ancora non lo avessero fatto. Trascorso tale lasso di tempo, si procederà con la normativa ordinaria.
L’articolo 67 sexties individua la copertura finanziaria del provvedimento.
Sul decreto l’esecutivo ha incassato 475 voti favorevoli, ci sono stati 80 contrari e nove astenuti.
Adesso la palla passa al Senato dove, a meno di clamorose sorprese, il testo passerà identico a quello esaminato dalla Camera.
IL TESTO DEFINITIVO DELLA LEGGE-BARCA
LOLLI (PD) E DE ANGELIS (PDL): ”ORDINI DEL GIORNO PER INTEGRARE LEGGE”
“Ieri sono stati, inoltre, approvati quattro ordini del giorno che affrontano argomenti che non sono riusciti ad entrare, per vari motivi, nel provvedimento varato e impegnano il governo ad intervenire in tempi brevi”.
Lo affermano, in una nota congiunta, i deputati Giovanni Lolli (Pd) e Marcello de Angelis (Pdl).
“I temi affrontati sono: l’interpretazione autentica dell’articolo sugli orfani del sisma, nell’ordine del giorno viene specificato che nella casistica considerata rientra anche la perdita di un solo genitore, la specificazione delle funzioni dell’ufficio speciale per l’Aquila e dell’ufficio speciale per i comuni del cratere oltre che degli otto uffici territoriali, l’allargamento del sostegno alla ricostruzione delle parti comuni degli immobili ai centri storici dei Comuni del cratere, l’assicurazione della stabilità finanziaria del Comune dell’Aquila e degli altri Comuni del cratere attraverso un finanziamento di 30 milioni per l’Aquila e di 5 milioni per gli altri Comuni, l’estensione dei benefici del ‘de minimis’ anche ai comuni del cratere”.
“L’approvazione di questi ordini del giorno ci spinge a proseguire nella nostra iniziativa e ad adoperarci in maniera unitaria affinchè gli impegni presi dal Governo e dall’Aula vengano mantenuti nel più breve tempo possibile”.
“Rimangono ancora aperte molte criticità, tra cui ad esempio tutte quelle inerenti alla materia fiscale, ma abbiamo a disposizione ulteriori provvedimenti che saranno i decreti annunciati dal governo, la legge di stabilità e l’ordinanza di chiusura”.
“Saranno queste le occasioni nelle quali insistere perché si risolvano le questioni ancora aperte. Noi continueremo a lavorare con questo spirito e con questo metodo rapportandoci cioè alla nostra comunità”.
MANTINI (UDC): ”QUESTA LEGGE PIACE SOLO AL PD”
“Il governo ha accolto l’ordine del giorno Udc, a mia prima firma, con cui si impegna ad assumere misure coerenti al fine di favorire il pieno ritorno alla legislazione ordinaria, secondo i principi comuni dell’ordinamento. Ma non ne ha accolto le premesse che criticano la nuova legge. È un fatto positivo ma molto modesto perché il nostro ordine del giorno contiene critiche alla legge Barca molto precise su punti che vanno corretti o integrati”.
Lo afferma il deputato dell’Udc Pierluigi Mantini.
“Infatti, abbiamo scritto nell’atto parlamentare che: con la nuova normativa sulla ricostruzione dei comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo si è posto fine alla gestione commissariale in favore di una fase ordinaria dei poteri, secondo Costituzione, tuttavia, risultano ancora presenti numerose norme speciali ed in particolare: non sono state abrogate le ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri in contrasto con le nuove norme approvate, sono stati introdotti tetti alla libertà di impresa e delle professioni, distorsivi della concorrenza e di dubbia costituzionalità”.
“È stata introdotta un’ampia riserva, fino al 50 per cento dei posti, in deroga ai principi di merito, delle assunzioni agli uffici speciali per la ricostruzione. È prevista una disciplina speciale di incompatibilità di carica che impone di scegliere tra cariche elettive o amministrative e lavoro professionale, in contrasto con le ordinarie norme del testo unico degli enti locali che prevedono l’incompatibilità di funzione per evitare i conflitti di interesse”.
“Viene definito ‘contributo’ l’indennizzo elargito per ristorare i danni del terremoto, con l’effetto di un generalizzato e insostenibile ricorso alle procedure di gara mentre è provata l’insufficienza in questo campo degli uffici comunali. Sono introdotte numerose norme che prevedono, con effetti retroattivi, la sostituzione del comune ai consorzi dei privati, in assenza di inadempimenti; è prevista la direzione degli uffici speciali per la ricostruzione da parte di un organismo assembleare che, oltre ogni ragionevolezza, non può garantire l’efficienza”.
“Vengono introdotte norme urbanistiche di dubbia costituzionalità ai sensi dell’articolo 117, terzo comma della Costituzione; non vengono garantite misure certe per l’indennizzo degli edifici diversi dall’abitazione principale neanche quando hanno pregio storico-architettonico connotativo dell’identità dei comuni. Non è garantita la corretta sostenibilità del bilancio del Comune dell’Aquila, che deve avere integrazioni finanziarie dallo Stato, poiché ha rinunciato per legge all’esazione delle imposte locali”.
“La legge Barca – conclude Mantini – piace al Pd, che l’ha sostenuta, ma non a noi che continueremo in modo fermo e costruttivo l’azione per cambiare o migliorare i punti indicati nell’ordine del giorno alla Camera”.



