L’AQUILA – “Queste sono alcune differenze fra le città d’Italia e L’Aquila. Il capoluogo d’Abruzzo dal 6 aprile 2009 sta vivendo una lenta agonia, causata soprattutto da false voci secondo le quali la città è tornata ai fasti di un tempo. L’Aquila sta vivendo un intervallo: quello che la separa dalla morte sperata da alcuni. Ma gli aquilani ci sono!!!”

Così si conclude il video, pubblicato da Repubblica.it, dell’aquilano Francesco Zecca, rassegna di immagini dell’Aquila puntellata e ingessata, ormai da tre anni, in tonnellate di ferro, accostate alle fotografie dei centri storici delle città più belle d’Italia, a denunciare l’immobilità in cui versa la ricostruzione.

La musica d’accompagnamento, lo storico Intervallo della Rai, sottolinea la pausa, l’arresto brutale che la storia dell’Aquila sta vivendo: come se la città versasse in un limbo e non potesse venirne fuori, contro le false notizie di una normalità riconquistata.

Le fotografie dei monumenti e delle strade più colpite dal terremoto del 2009, sono portati a simbolo di questa condizione di stasi.

Omonime strade, teatri e scuole di altre città d’Italia hanno il privilegio di ospitare persone, cultura, alunni, mentre il capoluogo abruzzese è una città fantasma di vita e d’identità.

Nonostante tutto il messaggio suona chiaro: anche se il centro storico non è più abitato perché la ricostruzione tarda ad arrivare, i suoi cittadini ci sono e vogliano tornare al più presto a ripopolarla. (a.c.)