L’AQUILA – Accelerare la ricostruzione post sismica a l’Aquila e frazioni, a maggior ragione nel nuovo e incerto scenario definito dal coronavirus, attraverso il commissariamento degli aggregati edilizi al palo da anni.
Protagonisti di questo obiettivo, rilanciato dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, e dall’assessore Vittorio Fabrizi, saranno i ben 612 professionisti che si sono iscritti nell’albo comunale e che potranno essere sorteggiati per assolvere il ruolo di velocizzatori degli aggregati edilizi fermi.
Ad aggiornare il numero è il quotidiano il Centro. Finora però solo 5 risultano gli aggregati commissariati. Decisamente pochi rispetto agli oltre 200 inerti.
La nomina di un commissario, si ricorda sul sito del Comune può scattare per la mancata costituzione del consorzio, entro i termini di legge, ne caso di un consorzio che si è costituito ma è inerte, o per mancato inizio dei lavori nei tempi stabiliti”.
Il requisito principale per poter diventare commissario è avere una laurea tecniche come Giurisprudenza, Economia e commercio e Ingegneria. Oppure, anche senza questi titoli di studi, occorrerà esibire una significativa esperienza pregressa come amministratore di condominio e presidente di consorzio. Il compenso del commissario è fissato al 2 per cento dell’importo dei lavori, fino ad 1 milione di euro, all’1 per cento fino a 5 milioni, a percentuali minori per lavori di maggior importo.






