L’AQUILA, 4 GIUGNO – “Le strutture periferiche dell’Abruzzo del ministero per i Beni e le attività culturali costituiscono l’unica istituzione deputata dal quadro normativo vigente a esercitare la tutela sul patrimonio culturale della Regione, in particolare per le attività di alta vigilanza, di accordi interistituzionali per le attività di restauro e consolidamento del patrimonio architettonico danneggiato dal sisma e per ogni tipo di accordo con le autorità religiose finalizzato alla conservazione e al recupero dei Beni di proprietà ecclesiastica”.
Lo ha comunicato l’amministrazione dei Beni culturali in Abruzzo, rappresentata dalla Direzione regionale e dalle Soprintendenze di settore, che assieme alle organizzazioni sindacali hanno elaborato una mozione sulle gestione post-terremoto. Con questo documento la direzione pone un freno all’attività del vice commissario Luciano Marchetti, invitando gli enti a rapportarsi con lui solo per quanto riguarda la messa in sicurezza.
“Nello specifico – prosegue infatti la nota – si chiarisce che le competenze residue ancora in essere in capo al vice commissario di Protezione civile sono unicamente quelle relative alla “messa in sicurezza”, quali le attività di puntellamelo degli immobili danneggiati dal sisma del 2009. Pertanto allo stesso resta preclusa ogni altra potestà operativa, quale quella attinente le attività di progettazione e/o coordinamento di interventi di restauro, consolidamento e simili”.
“In tal senso – conclude la nota – si richiamano in particolare gli Enti pubblici, coinvolti a qualsiasi titolo in attività istituzionali nell’area del cratere sismico, a preservare un corretto e proficuo rapporto con le strutture periferiche del ministero per i Beni e le attività Culturali, anche al fine di non generare confusione nell’impegnativo processo di ricostruzione, con evidenti implicazioni e responsabilità nei confronti dell’intera società civile”.



