L’AQUILA – Presenza di abitazioni principali, presenza di attività produttive commerciali, contributi definitivi rilasciati sotto di avanzamento delle pratiche, numero di cantieri già aperti.

Sono questi, in ordine di importanza, i criteri con cui il Comune dell’Aquila e l’Ufficio speciale per la ricostruzione hanno stabilito le priorità di intervento nel cosiddetto asse centrale, ovvero quella porzione di città che si estende lungo corso Vittorio Emanuele e dalla Fontana luminosa alla Villa comunale, e che, in base a quanto stabilito dal Piano di ricostruzione, sarà il primo a dover essere oggetto di intervento nel cuore della città.

In base ai punteggi calcolati con i criteri sopra citati, l’asse centrale è stato ulteriormente diviso in dieci comparti e, come hanno spiegato oggi in conferenza stampa l’assessore comunale al ramo Pietro Di Stefano e il coordinatore dell’Ufficio speciale della ricostruzione, Paolo Aielli, è stato possibile stabilire quali di questi comparti avranno nel cronoprogramma una priorità nell’iter della ricostruzione, ovvero nell’analisi dei progetti esecutivi e nell’erogazione dei fondi e avvio del cantiere.

“Prima in classifica – ha spiegato Aielli – per numero di residenti, attività commerciali e cantieri aperti è l’area AC1, intorno alla Villa comunale, e sarà quella dove si dovranno concentrare gli sforzi per completarne la ricostruzione il prima possibile. A seguire l’area AC4, che abbraccia grosso modo via Garibaldi, via Cascina, e via Paganica, l’area AC4 tra piazza Duomo la prefettura e via xx Settembre, l’area AC3, intorno a pizzza santa Giusta. In questo modo le singole aree della città rinasceranno nella loro interezza e in modo coerente, senza più cantieri a limitarne il ritorno alla piena normalità. In parallelo saranno realizzati i sottoservizi. Con questo metodo poi si eviteranno problemi di cantierizzazione”.

Detto in altri termini, gli aggregati che si trovano in queste aree prioritarie avranno diritto di precedenza, rispetto ad altri aggregati che si trovano in altre aree con punteggi più bassi. allorochè presenteranno la ‘scheda parametrica-parte seconda’, che prevede il progetto esecutivo, in base alle risorse stbilite grazie alla ‘scheda parametrica-parte prima’.

Per Di Stefano, “con i 200 milioni che abbiamo a disposizione possiamo coprire tutti i progetti esecutivi che dovranno essere consegnati entro 90 giorni, dall’approvazione della scheda parametrica parte prima. Se il governo garantirà le risorse necessarie l’asse centrale in due anni potrà essere ricostruito interamente”.

“Non abbiamo fatto altro che applicare il piano di ricostruzione dove esso dice che dovranno essere dettati tempi certi per la presentazione dei progetti esecutivi parte seconda in modo da garantire il coordinamento degli interventi in termini di flussi finanziari, cantieristica, ricostruzione degli spazi pubblici nell’ambito di comparti omogenei ben individuati, formati da un giusto numero di aggregati/edifici che possono essere realizzati in contemporaneità”.

La città, insomma, non può essere ricostruita tutta insieme, e in ordine sparso: la strategia per garantirne a rinascita è completare un quartiere nella sua piena agilità  e fribilità, e poi passare a un altro. Filippo Tronca