L’AQUILA – Non è andata giù al presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia dell’Aquila, Paolo De Santis, la nota diffusa ieri dal numero uno dell’Ance provinciale, Gianni Frattale, che per velocizzare la ricostruzione aveva preconizzato la predisposizione di progetti da parte delle stesse imprese costruttrici.

Anche il presidente della federazione regionale degli Ordini degli ingegneri, Pierluigi De Amicis, con una lettera a Gianni Frattale, ribadisce quanto già detto dal suo collega Paolo De Santis: la netta distinzione dei ruoli tra tecnici e imprese impegnate nella ricostruzione.

L’INTERVENTO DELL’ORDINE DEGLI INGEGNERI

Una “invasione di campo” inaccettabile per l’ordine degli ingegneri: “Le progettazioni sono a carico degli iscritti all’ordine. Con quali competenze le imprese faranno i progetti? Li devono fare sempre i tecnici. E poi li pagano questi tecnici?  O accadrà come con i puntellamenti? In quel caso sono dovuto intervenire personalmente, anche presso il Comune, affinché gli ingegneri ricevessero quanto spettava loro”.

Per De Santis “è incomprensibile la marcia indietro fatta dal presidente Frattale: due giorni fa ha sottoscritto con tutti gli ordini professionali insieme a Confindustria e Apindustria ramo edili   una lettera inviata al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, per sollecitare un incontro sulla ricostruzione ‘pesante’. E credo che lo abbia fatto consapevolmente”.

“Ieri, invece, diffonde un comunicato in cui sostanzialmente fa retromarcia e ‘si rimangia’ tutto ciò che aveva sottoscritto il giorno prima. È evidente che c’è qualcosa che non funziona dentro la loro categoria, a partire dall’associazione regionale alla loro società consorziata creata per fare i prezzi”.

Possibile che, al contempo, esista un problema di comunicazione anche con l’ordine degli ingegneri: “Non lo escludo ma a novembre 2010 erano stati riallacciato un rapporto che si era interrotto dopo il sisma. Ora dopo questa nota penso che sia il caso che ognuno rispetti i propri ruoli. L’Ance rispetti quelli che ha, che sono chiari e definiti”.

Il presidente dell’ordine professionale conclude con una provocazione: “Gli ingegneri hanno effettuato uno sconto del 30% sulle tariffe. Perché Frattale non fa in modo che anche i suoi iscritti facciano uno sconto sugli appalti?”.

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI DE AMICIS A FRATTALE

Egregio Presidente,

lette con sconcerto le Sue precisazioni alla lettera congiunta del 23 marzo 2011 anche da Lei sottoscritta, tenendo ben a mente quanto da Lei dichiarato al Corriere della Sera in un articolo del 12 aprile 2009, questa Federazione, continuando a condividere i contenuti della nota da cui Lei invece sembra oggi dissociarsi e sentendo chiamata in causa anche la categoria professionale degli Ingegneri, non può non precisare nel merito, lasciando ai sottoscrittori della lettera ogni altra considerazione e valutazione.

Il soggetto che ha “le incombenze tecniche propedeutiche alla presentazione delle domande di finanziamento” è il professionista. L’impresa, a meno di casi del tutto particolari, è il soggetto attuatore che deve eseguire l’opera così come progettata.

La distinzione dei ruoli è e continua ad essere fondamentale per una corretta riuscita dell’opera. L’intervento diretto dell’esecutore nella fase progettuale non reca vantaggio al Committente mentre potrebbe indirizzare le scelte progettuali su soluzioni dettate dall’organizzazione dell’impresa e non da considerazioni generali.

La terzietà del professionista rispetto al proprietario e all’esecutore è una condizione imprescindibile per garantire anche la trasparenza del processo edilizio.

Presidente, La invito a voler riflettere sulle Sue affermazioni e a voler tornare indietro su posizioni che rispettino i reciproci ruoli.
 

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