L’AQUILA – “Abbiamo dato altri quattro giorni di tempo al Comune dell’Aquila, se non verremo pagati siamo pronti a forme di protesta clamorose”.

Sono sul piede di guerra i piccoli imprenditori e i fornitori del capoluogo, che oggi sono tornati a riunirsi con il sindaco, Massimo Cialente, per cercare di risolvere la questione dei contributi diretti per la riparazione delle case inagibili. Fondi bloccati perché il Comune non rendiconta le spese già sostenute con le risorse anticipate e la struttura commissariale non firma altri trasferimenti.

Una vicenda paradossale, che vede una marea di aziende che stanno scivolando verso il fallimento nonostante vantino decine di milioni di euro di crediti nei confronti della pubblica amministrazione.

“Il sindaco ha detto che martedì inizierà a pagarci – spiega una dei componenti della delegazione che ha incontrato il primo cittadino – utilizzando una quota dei fondi a disposizione per l’emergenza che verranno, quindi, trasferiti sui capito della ricostruzione”.

“Per noi è il termine ultimo – aggiunge – dopodiché saremo costretti a farci sentire con le maniere forti: siamo pronti a scendere in piazza per manifestare, portando davanti gli uffici comunali operai, mezzi e proprietari delle case in riparazione”.

“Tra le tasse da restituire e quelle nuove, l’Iva sulle fatture già emesse ma non pagate, salari e contributi per gli operai e debiti verso i fornitori – sottolinea la portavoce delle ditte – siamo strangolati, tra poco dovremo iniziare a licenziare le maestranze e sospendere i lavori in corso d’opera”.

“Finora siamo stati zitti, un po’ per non interferire con la campagna elettorale e un po’ perché pensavamo che la soluzione fosse vicina, ma adesso non possiamo più permettercelo – conclude – tra poco saremo costretti a venderci la casa che ci siamo fatti con fatica e in anni di lavoro per ricostruire quelle degli altri”. Alberto Orsini