L’AQUILA – “La legge di stabilità in discussione ancora una volta perde l’occasione di innescare quel processo di cambiamento del modello di sviluppo che sarebbe necessario per uscire dalla crisi. Il governo Letta non solo non manda segnali d’innovazione ma torna indietro persino sugli impegni presi con i cittadini. È il caso della ricostruzione dell’Aquila e del suo territorio che potrebbe essere uno degli investimenti capaci di innalzare il Prodotto interno lordo nazionale salvando una delle 20 città d’arte d’Italia”.
Lo afferma Gennaro Migliore, presidente dei deputati di Sinistra ecologia libertà, sensibilizzato, insieme alla vice capogruppo Titti Di Salvo e al segretario regionale e deputato Gianni Melilla, dal gruppo consiliare e dal circolo dell’Aquila di Sel.
“Abbiamo sensibilizzato i nostri vertici nazionali e i parlamentari chiedendo loro un forte impegno istituzionale per scongiurare il rischio concreto di una brusca frenata nella ricostruzione della nostra città a causa del mancato rispetto, da parte del governo, degli impegni presi riguardanti un finanziamento certo e costante che permetta di rispettare il cronoprogramma che il Consiglio comunale ha approvato nei mesi scorsi”, spiegano Giustino Masciocco e Giuseppina Leone.
“Il governo aveva garantito un flusso di risorse certe se il Comune dell’Aquila avesse programmato l’apertura dei cantieri secondo una tempistica certa e controllabile – sottolinea Melilla – Il Comune ha varato il cronoprogramma che prevede, per i prossimi cinque anni, l’impiego di un miliardo l’anno per la ricostruzione del centro storico dell’Aquila e delle frazioni e ha studiato un nuovo modello di valutazione dei progetti che ha permesso di velocizzare il percorso per l’approvazione del contributo richiesto”.
“Oggi è stato pubblicato l’ultimo elenco ufficiale dei contributi concessi che esauriscono tutti i fondi stanziati precedentemente. Oltre 300 progetti sono già approvati ma non ci sono i fondi per farli partire. In questa situazione il governo stanzia 600 milioni di euro da spalmare in tre anni. Questo significa che il processo di ricostruzione rallenterà fino a bloccarsi del tutto e che il processo di spopolamento della città sarà inesorabile. Il governo si sta assumendo la responsabilità di far morire L’Aquila e il suo territorio”, aggiunge Melilla.
“Il gruppo parlamentare di Sel, in una recente visita, ha assunto un impegno con i sindaci e i cittadini dell’aquilano, e – dice Titti Di Salvo – continuerà, dentro e fuori il Parlamento la propria battaglia perché la legge di stabilità riconosca la ricostruzione dell’Aquila come una priorità del Paese”.
“Per questo obiettivo – conclude la Di Salvo – deputati e senatori di Sel si mobiliteranno a fianco dei cittadini aquilani e del loro sindaco”.
“Come gruppo consiliare e circolo dell’Aquila – affermano infine Masciocco e la Leone – ci auguriamo che anche i partiti che hanno concesso la fiducia al governo Letta sostengano in parlamento, in fase di discussione della legge di stabilità per il 2014, le richieste di ulteriori stanziamenti economici per i Comuni del cratere e dalla nostra città, necessari per non far morire la speranza di una ‘giusta’ ricostruzione”.






