L’AQUILA – Protezione civile all’angolo: la ricostruzione dell’Aquila e del “cratere” diventa cosa del governo.

Nella nuova ordinanza alla firma del presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, la dicitura circolata in bozza “su proposta del capo dipartimento della Protezione civile” diventa “su proposta del ministro per Coesione territoriale”.

Di fatto, quindi, con questa mossa si chiude la stagione delle Opcm concordate negli uffici del consigliere giuridico di via Ulpiano a Roma, per anni regno di Guido Bertolaso e oggi guidato dall’ex prefetto del capoluogo Franco Gabrielli, e le decisioni passano nelle mani dell’inviato speciale dell’esecutivo Monti all’Aquila, Fabrizio Barca.

Per il resto sono poche le differenze nella stesura definitiva della Opcm rispetto a quella annunciata ieri da AbruzzoWeb se non alcune norme per il Comune dell’Aquila che il sindaco, Massimo Cialente, è riuscito a strappare in extremis durante la sua “spedizione” nella capitale di ieri.

In particolare si tratta del trasferimento in capo agli uffici di Villa Gioia di otto unità, attualmente impiegate presso la Struttura di gestione dell’emergenza, che si occupano dell’attribuzione degli esiti di agibilità degli edifici e delle attività relative alla messa in sicurezza attraverso il coordinamento dei Gruppi tecnici di sostegno (Gts), cioè quelle squadre che decidono su puntellamenti e demolizioni.

La decisione non mancherà di scatenare le reazioni dei comuni del “cratere”, in particolare quelli più danneggiati, visto che non viene chiarito chi si occuperà di tali compiti negli altri territori che non siano il capoluogo.

Inoltre si consente al Comune dell’Aquila di trasformare in contratti a tempo determinato 30 degli attuali co.co.co. in servizio presso l’ente e la possibilità di attingere alle graduatorie concorsuali ancora valide per assumere sei persone.

Si ammorbidisce la parte relativa alle sanzioni per il mancato avvio dei lavori a seguito della concessione del contributo: la decurtazione massima del 25 per cento viene cancellata, spetterà al commissario stabilire, con un decreto, sanzioni ed eventuali tagli.

Nello stesso articolo, il numero 6, vengono anche ricalibrate le percentuali spettanti agli amministratori di condominio, originariamente parametrate tutte allo 0,2 per cento: tale limite minimo varrà solo per i lavori di importo superiore ai 10 milioni di euro. Per gli altri rimane il 2 per cento previsto nelle ordinanze 3803 e 3917 del 2009, ma fino a un milione, la stessa diventa del 50 per cento tra 1 e 5 milioni e si dimezza ulteriormente tra 5 e 10 milioni.

L’Opcm individua anche una disciplina transitoria in merito alla “white list” che il commissario dovrà predisporre attraverso un avviso pubblico finalizzato a raccogliere le manifestazioni di interesse degli operatori economici interessati all’esecuzione degli interventi, siano essi imprese o progettisti. In attesa che l’elenco sia istituito i proprietari che chiedono il contributo per la ricostruzione o la riparazione della propria abitazione devono comunque allegare alla domanda di contributo almeno cinque offerte di ditte e tre di tecnici.

Confermata la stima di massima di spesa contenuta in bozza: alla fine il calcolo al centesimo dei costi è fissato in 187.530.698 euro. (g.a.)