L’AQUILA – Dieci ordinanze di custodia cautelare, sequestri preventivi per 59 milioni di euro, l’intero consiglio di amministrazione di una società piacentina, quotata alla borsa di Parigi, azzerato.
Questo il bilancio di un’operazione in cui è stata contestata ad alcuni dei dirigenti della società colpiti da provvedimento restrittivo anche la truffa aggravata per la partecipazione a un bando di gara per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma in Abruzzo.
È questo in sintesi il bilancio delle indagini avviate nell’estate scorsa dal Nucleo di polizia tributaria di Piacenza e coordinate dal pubblico ministero Antonio Colonna.
Il Gip presso il tribunale di Piacenza, Giuseppe Bersani, ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutto il cda della società in carica negli anni interessati dalle investigazioni e dalle ipotesi d’accusa già emerse in occasione delle 19 perquisizioni condotte nello scorso ottobre 2010.
Gli arresti domiciliari, invece, sono stati ordinati per alcuni professionisti e collaboratori della società in ragione del proprio contributo personale fornito nell’agevolare la commissione dei reati contestati al management e alla società.
I reati contestati all’organizzazione sono l’associazione per delinquere, la violazione della disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, aggravato dalla transnazionalità, dal momento che sono coinvolte società di numerosi Paesi esteri (Russia, Polonia, Svizzera), la bancarotta fraudolenta per distrazione.
L’ordinanza del Gip prevede altresì misure cautelari reali, dal momento che viene disposto il sequestro preventivo per equivalente per 59 milioni di euro, importo ad oggi ricostruito minuziosamente rispetto alla frode fiscale.
Nel dar corso alle ordinanze le Fiamme Gialle hanno messo i sigilli a società degli arrestati, ad automezzi, immobili, terreni, conti correnti, beni di valore, gioielli ed investimenti finanziari.



