L’AQUILA Il capo del Dipartimento di Protezione civile, Franco Gabrielli, Prefetto dell’Aquila per tredici mesi, a partire proprio dalla mattina del 6 aprile 2009, ha voluto soffermarsi su un dato durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi:
“Credo che sia doveroso ribadire ciò che è stato fatto, non solo nella fase emergenziale che ha riscosso l’approvazione da osservatori di tutto il mondo. Sono state costruite abitazioni per migliaia di persone, scuole per 17.500 studenti, che sono tornati in aula sia nei Musp sia negli edifici messi in sicurezza secondo gli standard antisismici di ultima generazione. Mi rimane impressa una frase che mi disse un vecchio preside: ‘Dopo 35 anni vengo a scuola con tutte le certificazioni’. Scuole più sicure che, che come confermato da uno studio dell’Unviersità degli studi dell’Aquila, hanno consentito ai più giovani di affrontare in maniera meno traumatica il post sisma”.
Sul rischio di infiltrazioni, e sul rispetto della legalità, Gabrielli ha dichiarato che “c’è stato uno sforzo corale per il rispetto della legalità. Per lo svolgimento delle gare d’appalto è stato utilizzato, nella pressoché totalità dei casi, il codice degli appalti pubblici. Quando si parla di cricca, di ‘magna magna’, di ‘volemose bene’ non credo si faccia del bene a chi ha operato all’Aquila, dove la legalità è stata rispettata con puntiglio”
“Affermare il contrario – ha chiosato Gabrielli – senza averne le prove vuol dire solo mistificare i fatti e provocare un vulnus nell’onorabilità e la credibilità di chi ha lavorato. Ogni giudizio deve essere suffragato dai fatti”.



