L’AQUILA – Fumata grigia dopo l’incontro a Roma tra il governo e i rappresentanti istituzionali dell’Aquila sui fondi per la ricostruzione del capoluogo e dei comuni del “cratere”.

Si è trattato di un incontro interlocutorio, come spiega il sindaco, Massimo Cialente. “Il governo ha finalmente capito che i fondi stanziati non bastano e che bisogna mettere più soldi nella legge di stabilità”.

“È ovvio – aggiunge il primo cittadino – che la mobilitazione resta ancora in piedi”.

Al summit erano presenti il vice ministro all’Economia Stefano Fassina e il sottosegretario con delega all’Editoria e all’Attuazione del programma, l’abruzzese Giovanni Legnini. Assente il ministro per la Coesione territoriale, Carlo Trigilia.

Cialente era affiancato dall’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, dal coordinatore delle aree omogenee, Emilio Nusca, il suo vice, Sandro Ciacchi, e i due direttori degli Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila, Paolo Aielli, e del “cratere”, Paolo Esposito.

“Per la prima volta – spiega – abbiamo fatto un confronto sui numeri, quelli veri. Il miliardo e 200 milioni non basta, per il 2014 saremmo coperti fino massimo al mese di marzo. Abbiamo anche chiarito la differenza dei fondi da impegnare (competenza) e quelli che servono in cassa e questo si vedrà in base all’effettivo ‘tiraggio’ della ricostruzione. Quello che a noi serve è la competenza, e deve essere alta”.

“Abbiamo portato all’attenzione del governo schemi e tabelle – spiega Di Stefano – e mostrato nel dettaglio quali sono i numeri della ricostruzione, ovvero pratiche e risorse”.

Secondo il sindaco, il governo non si era ancora reso conto di quanti fondi servissero alla ricostruzione. “Credevano avessimo speso molto meno e andassimo più lentamente – conclude – erano convinti che avessimo ancora 600 milioni da impegnare, invece non è così”.

Nusca sottolinea il “clima positivo di grande disponibilità”, in cui “sono state ascoltate le esigenze della ricostruzione rappresentate dalle due delegazioni”.

“Si è parlato delle effettive esigenze della ricistruzione privata – aggiunge – A tal proposito sono state fornite le cifre della situazione attuale espresse dal capo del dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali Aldo Mancurti e dai due direttori degli uffici speciali riguardo alla necessità di cassa per l’anno 2014″.

“Si è inoltre discusso delle necessità inerenti le spese obbligatorie, quali assistenza alla popolazione e bilanci comunali. Il governo ha dato ampia disponibilità ad accogliere all’interno della legge di stabilità le esigenze che abbiamo rappresentato. Certo tutto dovrà essere verificato, per questo bisognerà vigilare affinché gli impegni assunti vengano mantenuti”, mette in guardia Nusca.

“L’auspicio – ha detto infine il coordinatore delle aree omogenee – che questo confronto serio e sereno, caratterizzato da dati e numeri certi, venga mantenuto anche per il futuro, proprio perché nel clima di generale difficoltà in cui si trova l’Italia, diventa impossibile avanzare richieste che non trovano realistica rispondenza nelle effettive esigenze rappresentate dai conti”. (e.m.)

IL COMUNICATO DEL COMUNE DELL’AQUILA

Si è da poco concluso l’incontro, tenutosi nella sede del ministero dello Sviluppo economico, tra il Governo, rappresentato dal vice ministro dell’Economia Stefano Fassina e dal sottosegretario Giovanni Legnini, i vertici dirigenziali del ministero, i rappresentanti del Diset, Dipartimento per lo sviluppo delle economie terriotriali, il Comune dell’Aquila, per il quale hanno partecipato il sindaco Massimo Cialente e l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, e i Comuni del cratere.

“L’incontro – ha dichiarato il sindaco Cialente – è servito a chiarire una volta per tutte la reale situazione dell’andamento della ricostruzione rispetto ai finanziamenti erogati dal Governo. La scelta del Comune dell’Aquila è stata quella di far parlare i numeri ed è per questo motivo che sono stati invitati dai sindaci anche i due coordinatori degli Uffici speciali per la ricostruzione del Comune dell’Aquila e di quelli del cratere, Paolo Aielli e Paolo Esposito. Finalmente sia il Governo che, soprattutto, i vertici ministeriali, hanno preso atto e verificato che le risorse stanziate dalla delibera Cipe 135 per la ricostruzione privata sono state giá completamente impegnate e che i fondi per 1,2 milioni previsti dalla legge 43 del 2013, sebbene spalmati nei prossimi sei anni, risultano insufficienti anche solo per finanziare i progetti già approvati e pronti a partire”.

“Allo stesso modo – ha detto sempre Cialente – è stato chiarito che i 600 milioni previsti dalla Legge di Stabilità non coprirebbero, per la sola ricostruzione privata, che i mesi di gennaio e febbraio 2014. Il tutto senza considerare i fondi per la ricostruzione pubblica, relativi a sottoservizi, scuole, edilizia popolare, assistenza alla popolazione, smaltimento macerie, spese per il funzionamento degli Uffici speciali e ricostruzione dei Comuni fuori cratere”.

“Il Governo – ha proseguito il sindaco dell’Aquila – dopo essersi complimentato per l’assoluta efficacia raggiunta dalla macchina amministrativa, che vede la capacità dell’Ufficio speciale del Comune dell’Aquila di approvare progetti per 110 milioni di euro al mese e quelli del cratere per 40 milioni al mese, ha convenuto che, nella Legge di Stabilità, si dovranno assolutamente trovare risorse in competenza al fine di evitare il rallentamento o, peggio ancora, il blocco della ricostruzione. Si è inoltre convenuto, come da noi più volte affermato, circa la profonda differenza tra necessità di competenze e necessità di cassa. È stato dunque stabilito di fissare un nuovo incontro tecnico per valutare il reale ‘tiraggio’ di risorse da parte delle imprese ed è stato riconfermato il programma di regolare consegna di report bimestrali”.

“Nel corso della riunione – ha aggiunto Cialente – ho nuovamente richiesto di individuare un’apposita struttura ministeriale che, prendendo in esame alcuni progetti di edifici in categoria ‘E’, la cui disamina sia stata completata, possa valutare, attraverso la tracciabilità del Cup, il Codice unico di progettazione, il complessivo ritorno, sottoforma di risposte e in termini di tassazioni, dell’intera filiera della ricostruzione, per il Governo, le Regioni e Comuni. Ritengo infatti che da questo dato emergerebbe come, a fronte di un milione di euro investito nella ricostruzione, nel giro di massimo due anni, ne rientra fra il 60 e il 70 per cento, senza considerare quanto deriva dall’aumento del Pil”.

“Un dato, questo – ha concluso Cialente – che un Governo serio, di un Paese serio, non può non documentare, come studio, almeno una volta, anche per uscire da asfittiche ed estemporanee previsioni di bilancio”.