L’AQUILA – Tempi lunghi per l’istituzione del fondo etico per la ricostruzione ideato dall’Associazione regionale dei costruttori. E qualche imprenditore mugugna.

Era stato presentato lo scorso novembre il progetto di Ance Abruzzo, insieme alle associazioni provinciali dei costruttori, di aprire un conto dedicato su cui le aziende impegnate nella ricostruzione avrebbero potuto versare la loro donazione, in una quota pari allo 0,2 per cento degli importi degli appalti.

Un’idea accolta con grande entusiasmo, viste le nobili finalità: utilizzare i fondi per interventi a favore dei territori colpiti dal sisma, come la realizzazione di opere utili alla comunità e a sostegno di attività culturali, sociali e sportive.

La presentazione dell’iniziativa si era svolta all’interno di un convegno organizzato dall’Ance Abruzzo, con relatori tra gli altri Enrico Ricci, presidente dell’associazione abruzzese, Gianni Frattale, presidente Ance L’Aquila, Giovanni Legnini, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura ed ex sottosegretario alla Ricostruzione, e Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo.

A distanza di sette mesi, però, il conto corrente non è ancora stato aperto e i tempi dilatati hanno fatto lamentare qualche imprenditore, che si è detto ad oggi mal disposto a eventuali donazioni, anche per la poca comunicazione rispetto ai tempi e ai modi di utilizzo futuro di questi fondi.

A marzo, in occasione della presentazione della nuova edizione del Salone della Ricostruzione, era arrivato l’annuncio della scelta del presidente del Fondo etico, ricaduta sull’ex capo del dipartimento DiSet Aldo Mancurti.

È proprio l’ex capo del Diset a dare aggiornamenti, attraverso Abruzzoweb, circa la costituzione del Fondo.

Innanzitutto, annuncia che presidente onorario sarà l’ex sottosegretario Gianni Letta, così come stabilito in una delibera di Ance Abruzzo: “di questo sono molto felice”, dice Mancurti, che sui tempi spiega che “il nostro obiettivo è essere operativi a settembre. Adesso ci sono gli ultimi aspetti formali da sbrigare, come l’apertura del conto corrente, poi saremo pronti. Formalmente saranno tre gli organi che costituiranno il Fondo e che si annunceranno in una conferenza stampa che si terrà presumibilmente a metà luglio”.

Mancurti rileva di aver avuto “riscontri positivi, ma molto dipenderà dal coinvolgimento del territorio. Il messaggio credo sia stato raccolto anche per dare un’immagine diversa della ricostruzione aquilana”.

Il fondo etico sarà gestito da una commissione di garanti di varia espressione istituzionale che valuterà le richiesti di contributo da parte di associazioni. Le imprese ovviamente decideranno volontariamente se aderire al fondo e versare le loro quote.

“Potranno aderire tutte le imprese che operano nella ricostruzione, anche con aliquote diverse per lavori che svolgono in altri territori”, conclude.