L’AQUILA – Un monitoraggio e una quantificazione rigorosa del personale impiegato ed eventualmente necessario negli uffici che si occupano dell’imponente burocrazia della ricostruzione postsismica aquilana.
Lo prevede la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica, (Cipe), numero 22 del 2015, pubblicata da poco in Gazzetta ufficiale, che assegna 802 milioni per la ricostruzione della città dell’Aquila e delle sue frazioni e 192 milioni per i 56 Comuni del cratere sismico.
La delibera impegna anche le risorse per il personale, ma all’articolo 5 annuncia anche una rigorosa analisi del fabbisogno.
La Struttura di Missione presso la presidenza del Consiglio dei ministri, si legge infatti nella delibera, “provvede a svolgere una analisi organizzativa complessiva dei fabbisogni di risorse umane delle amministrazioni del territorio direttamente coinvolte nella gestione delle attività di ricostruzione, per l’utilizzo, negli anni 2015-2020, di servizi di natura tecnica e assistenza qualificata, anche attraverso il ricorso a esperti esterni alla Struttura, al fine di garantire l’imparzialità degli esiti di tale rilevazione”.
L’analisi organizzativa, si legge ancora, “è volta a individuare il fabbisogno di risorse economiche, umane e strumentali delle amministrazioni, in funzione delle competenze ad esse attribuite dalla normativa vigente nell’ambito del processo di ricostruzione e al relativo carico di lavoro, tenuto conto della dotazione organica di ciascuna Amministrazione”.
Un passaggio che da una parte sembra venire incontro alle ripetute richieste di potenziamento della pianta organica da parte del Comune, dell’ufficio speciale della ricostruzione dell’Aquila (Usra) e l’ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), che al governo hanno fatto più volte notare che è inutile stanziare soldi se non c’è chi esamina le pratiche e le approva a ritmo sostenuto.
E delibera Cipe, per il 2015 proprio per il personale stanzia 3,6 milioni di euro per l’ambito territoriale del Comune di L’Aquila, ivi compreso il supporto alle attività amministrative e tecniche dell’Usra, 2,2 milioni di euro per l’ambito territoriale degli altri Comuni
del cratere, ivi compreso il supporto alle attività amministrative e tecniche dell’Usrc, ed anche un milione di euro circa a favore del Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali e delle aree urbane (Diset) della Presidenza del Consiglio dei ministri, presso cui opera la Struttura di missione.
La delibera Cipe sembra però andare in direzione diversa da quanto contenuto nella proposta di legge sulla ricostruzione dell’Aquila, e precisamente nei 18 i commi dell’articolo 33, in cui sono previsti proroghe di tutti i contratti a tempo determinato, ingresso dei sostituti a tempo indeterminato presi dalla graduatoria del “concorsone”, nuove selezioni pubbliche per assunzioni piene e part-time, bandi su misura per i precari di Abruzzo Engineering, stabilizzazioni. Il Comune dell’Aquila in particolare è autorizzato a prorogare o rinnovare i contratti a tempo determinato, stipulati sulla base della normativa emergenziale, con il personale attualmente in servizio nel limite di spesa di 2,2 milioni di euro all’anno per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018.
Entro gli stessi limiti di spesa e anni è ammessa la possibilità di stipulare contratti per la copertura di massimo 3 posizioni dirigenziali nei settori connessi alle attività di ricostruzione.
Lo stesso vale per i Comuni del “cratere”: proroga per 4 anni nel limite di 2,1 milioni all’anno.
Da L’aquila arriva l’input di assunzioni massicce, il Governo sembra rispondere che prima va capito meglio come questo personale viene dislocato e utilizzato.
Recenti ad asempio le polemiche sul personale assunto con il concorsone che al Comune non si occupa di pratiche di ricostruzione. O quello degli uffici speciali che vengono prestati ai vari commissari. La maeretta conCome già riferito da Abruzzoweb, gli otto uffici territoriali della ricostruzione (Utr) dei 56 Comuni del cratere sismico abruzzese sono sotto organico e sempre più in sofferenza per l’impossibilità di sostituire temporaneamente i dipendenti assunti con il “concorsone” che, via via, sono andati in maternità, oppure hanno ottenuto il trasferimento per ricongiungimento familiare, o ancora hanno vinto un concorso in un altro ente e sono ancora in prova prima della nuova assunzione. Gli addetti, dati aggiornati ad aprile 2015, inizialmente erano 72, ora sono rimasti in 57. Nell’Usrc che coordina gli altri 8 uffici, gli addetti erano 50 e ora sono diventati 45.



