L’AQUILA – Ancora proteste di cittadini, progettisti e imprenditori aquilani contro la filiera tecnica che si cura della ricostruzione delle case inagibili classificate “E” fuori centro storico.
La cosiddetta “ricostruzione pesante”, oggi quasi completamente ferma, con 7 mila pratiche ferme al palo anche per le lungaggini della filiera tecnica che si occupa dell’istruttoria delle pratiche, composta da Fintecna, Reluis e Cineas.
Qualche settimana fa era stato segnalato che la società Fintecna bloccava anche le pratiche presentate in tempo, cioè entro il 31 agosto, considerando come data quella delle integrazioni, che era necessariamente successiva alla deadline.
Ora questo problema è stato risolto, ma ci si mette Reluis.
“Fintecna – spiegano infatti gli insorti – ha finalmente sbloccato le pratiche presentate in tempo, senza più considerare la data delle integrazioni. A causare il nuovo intoppo, però, ora c’è Reluis, che rifiuta di prendere atto della novità e portare avanti le pratiche fino a quando non arriveranno chiarimenti scritti su questa risolutiva interpretazione da parte della struttura per la gestione dell’emergenza”.
In particolare, spiegano i progettisti e le imprese coinvolte, “si attende un documento dal vice commissario vicario, Antonio Cicchetti, che avrebbe promesso un atto scritto per ufficializzare questo cambiamento”. (alb.or.)



