L’AQUILA – “Prima di imputare ad altri (i proprietari degli immobili) il ritardo nella esecuzione delle opere, il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, farebbe bene a guardare in casa propria senza allungare troppo lo sguardo fuori…”.

Lo scrive in una nota l’avvocato aquilano Antonello Carbonara, presidente del Consorzio Carispaq composto dai proprietari di uno degli edifici-chiave del centro storico dell’Aquila da ricostruire, quello che ospitava la sede centrale dell’antico istituto di credito cittadino, assorbito dalla Banca dell’Emilia Romagna nel 2013.

E proprio alla Bper si è rivolto nei giorni scorsi il presidente del Consiglio Benedetti, con una nota polemica che, per Carbonara, “impone alcune precisazioni da parte del sottoscritto nella sua qualità di presidente del Consorzio Carispaq”. Benedetti che, però, dopo la replica rincara la dose.

“Il richiamo effettuato dallo stesso collega, nonché presidente del Consiglio comunale, ‘per gli immobili della Bper e della Provincia fermi al palo serve un cambio di passo immediato’, e la minaccia di ‘convocare un Consiglio comunale straordinario volto a chiarire le ragioni di tale stallo’ appare fuor di luogo”, scrive Carbonara.

Il presidente del Consorzio ricorda “che il precedente presidente, ing. Pier Alberto Properzi, ebbe a presentare la domanda di contributo e il progetto parte prima il 18 aprile 2013; che fu possibile presentare il progetto parte seconda solo il 14 novembre 2014; che il Comune dell’Aquila attestò la completezza documentale della Dia solo il 5 agosto 2015; che l’Usra (a cui va, comunque, reso pubblico riconoscimento per l’immane lavoro svolto) ha emesso il provvedimento conclusivo di istruttoria il 27 ottobre 15; che la pubblicazione del contributo nel 13° elenco è avvenuta solo il 2 novembre 2015; che solo dopo aver conosciuto l’ammontare del contributo è stato possibile invitare le imprese che ne avevano fatto richiesta”.

“Ora, mentre posso rassicurare l’avv. Benedetti che il Consorzio Carispaq sta rapidamente per concludere la delicata fase della scelta dell’impresa (che ha comportato l’esame di ben 21 domande di partecipazione alla gara di appalto privato nel pieno rispetto dei criteri di legalità e trasparenza) – conclude – ritengo ingeneroso attribuire alla proprietà (e in particolare alla Bper) la responsabilità dei ritardi nella riparazione degli edifici che insistono nell’asse centrale”.

BENEDETTI: “SIETE IN RITARDO DI 2 ANNI!”

Benedetti ha contattato la redazione di AbruzzoWeb per precisare la propria posizione.

“Non ho intenzione di polemizzare con nessuno, tantomeno con l’avvocato Carbonara – premette – ma sono costretto a rilevare che, se il progetto è stato presentato ad aprile 2013, allora ci sono stati oltre 2 anni di ritardo rispetto ai progetti degli altri aggregati dell’asse centrale”.

“La colpa non può essere addossata in alcun modo all’ente, soprattutto perché una parte dell’aggregato è anche vincolata e quindi dipende dalla soprintendenza, che ha sempre esaminato i progetti in tempo reale – conclude – Comunque l’importante è ricostruire i luoghi dell’identità aquilana”.