L’AQUILA – Procedure più veloci e penali per i ritardatari. È questo il nocciolo della nuova ordinanza che dovrebbe sbloccare la ricostruzione delle case classificate ‘E’ che si trovano in periferia. Il nuovo provvedimento verrà emanato a giorni e, stando a quanto dichiarò il commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, nel corso del tavolo tecnico degli enti convocato dopo la pausa estiva, porterà al completamento della ricostruzione pesante fuori i centri storici entro il 2013.

Come già annunciato nel corso della stessa riunione e confermato ieri in Commissione Garanzia e controllo dal vice commissario, Antonio Cicchetti, entro la fine dell’anno saranno smaltite le 7.500 pratiche consegnate entro il 31 agosto. Un termine che aveva già fatto scuotere il capo ai tecnici, che non ritengono possibile esaminare un numero così elevato di progetti in così poco tempo, e agli ingegneri, che circa un mese fa in una lettera inviata dal presidente dell’ordine, Paolo De Santis al sottosegretario Gianni Letta hanno bocciato in pieno le nuove procedure: pressoché impossibile, secondo loro, aprire 400 cantieri all’inizio del 2012.

Secondo quanto stabilito dall’articolo 1 della bozza dell’ordinanza, che contiene in totoale 11 articoli, la filiera Fintecna, Reluis e Cineas continuerà a esaminare i progetti relativi alle parti comuni mentre per i singoli appartamenti saranno i tecnici privati a firmare i progetti.

Come riportato dal quotidiano Il Messaggero, nell’articolo 2 vengono stabiliti i tempi per il termine dei lavori, che “per ogni condominio o aggregato non può essere superiore a 24 mesi dal contributo definitivo. Fanno eccezione i casi di particolare complessità che devono essere documentati da perizia asseverata 30 gironi prima della scadenza”.

Una volta scaduti i termini, “i nuclei familiari decadono da tutte le forme di assistenza, fatta eccezione per l’autonoma sistemazione concessa per un ulteriore periodo di quattro mesi”.

Penali previste anche per amministratori di condominio, presidenti di consorzi, progettista e direttore dei lavori, che avranno una decurtazione del compenso del 5 per cento per ogni mese di ritardo rispetto alla scadenza.

In caso di sostituzione edilizia, “il progetto di realizzazione del nuovo edificio deve essere consegnato al Comune entro 90 giorni dal riconoscimento del contributo”. Secondo l’articolo 3, entro 30 giorni il Comune rilascia il permesso edilizio.

Nell’articolo 5 si stabiliscono anche le penali per i progetti presentati in ritardo. “In caso di presentazione di domande di contributo entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza – recita l’articolo – i nuclei familiari interessati decadono dai benefici assistenziali”.

L’articolo 6 estende questa norma anche agli aggregati edilizi. Nell’articolo 7 invece alla Struttura tecnica di missione vengono attribuiti i controlli di secondo livello.

Nella bozza dell’ordinanza è prevista anche la possibilità di costituire “commissioni di controllo finanziate con i fondi alla ricostruzione”.

L’articolo 8 prevede il contributo d’imposta per gli immobili ad uso non abitativo, mentre per gli immobili di proprietà degli enti ecclesiastici, il commissario può attribuire ai proprietari funzione di soggetti attuatori.