L’AQUILA – Sono giorni complessi per L’Aquila e il cratere sismico, ma non è una novità.

Ne è convinto Giovanni Lolli, vice presidente della Giunta regionale di Luciano D’Alfonso, che elenca gli argomenti più caldi degli ultimi giorni, “dall’azione giudiziaria nei confronti del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente – l’ormai famosa citazione da parte della procura della Corte dei conti che imputa a lui, ad alcuni suoi assessori e dirigenti un danno erariale da 11 milioni di euro per mancati sfratti degli aquilani morosi che abitano ma non pagano i canoni negli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. e dei Map, costruiti dopo il sisma del 6 aprile 2009 – alla protesta del sindaco di Villa Sant’Angelo, Pierluigi Biondi, che fa sciopero della fame per avere certezze sui fondi per la ricostruzione del suo e degli altri comuni del cratere sismico. E ancora, “la denuncia dei sindacati e delle categorie produttive sui ritardi per la ricostruzione, la rinnovata aggressione sulla vicenda della restituzione dei tributi sospesi”.

Tutti segnali, secondo Lolli, “che impongono un salto di qualità nella ricostruzione. La comunità dell’Aquila e del cratere sismico ce lo chiede a gran voce”.

“Io e la mia parte politica – spiega l’ex parlamentare ed esponente aquilano del Partito democratico – non sfuggiamo ai nostri doveri. Il grande consenso che ci è stato tributato alle ultime elezioni e i posti di responsabilità che occupiamo in molti comuni del cratere e alla Regione, oltre che naturalmente al governo nazionale, ci dicono che tocca a noi, ricordando sempre che la ricostruzione non ha colore politico e che quindi occorre coinvolgere tutti coloro che si vogliono impegnare. Occorre dare un segno di discontinuità sul metodo, perché una parte delle scelte fatte in questi anni sono state compiute senza ascoltare il territorio, e questo ha prodotto danni ed errori”.

“Non abbiamo certo smesso di lavorare: giusto ieri sera c’è stato un incontro con il sottosegretario Giovanni Legnini e i parlamentari abruzzesi, prosegue.

Per Lolli, “è importante in questa fase che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, abbia annunciato una visita all’Aquila. Dobbiamo farci trovare pronti, tutti, e aver istruito per quella data sotto forma di proposte tre grandi capitoli. Innanzitutto va affrontato e risolto con la prossima legge di stabilità il problema posto da Biondi e Cialente, va trovata la soluzione per garantire all’Aquila e al cratere un flusso di risorse adeguato e costante sulla base del quale sia possibile programmare i tempi e le procedure della ricostruzione, risolvendo una volta per tutte il problema dell’autorizzazione da parte dell’Europa al meccanismo delle anticipazioni. Al momento, con gli stanziamenti programmati dal Cipe, non arriviamo a coprire nemmeno l’anno in corso”.

Lolli precisa che “va poi affrontata la questione delle risorse per il lavoro e lo sviluppo. Dopo avere conquistato, con il meccanismo del cinque per cento dei fondi per la ricostruzione alle attività produttive, il triplo delle risorse che i fondi comunitari mettono a disposizione per tutto l’Abruzzo, ci troviamo a fare i conti con regole e procedure farraginose imposte dallo Stato, che rendono le risorse di fatto inutilizzabili. Occorre scardinare questo paradosso”.

“Infine alcuni nodi vanno sciolti sul versante delle regole – conclude – il La legge Barca ha determinato una notevole semplificazione e conseguente accelerazione delle procedure, tuttavia vanno ancora migliorati i controlli nella ricostruzione privata (senza ingessarla), va vietata la cedibilità dei contratti e il pignoramento dei contributi e inoltre bisogna procedere a un chiarimento e a uno snellimento di alcune procedure, azioni che chiamano in campo anche la Regione per le sue competenze urbanistiche. Ai precari impegnati nella ricostruzione, forza lavoro vitale che ci sta permettendo di andare avanti con le pratiche e i lavori, va infine dato un quadro di certezze”.