L’AQUILA – Una barriera per bloccare il gas radon, sostenibilità e innovazione a 360 gradi per palazzo Iannini, il primo edificio in Abruzzo ad essere stato costruito secondo la normativa del protocollo statunitense di sostenibilità Gbc Home.

Il palazzo è il primo in assoluto all’Aquila ad essere stato realizzato con una barriera al radon, come specifica l’ingegner Dario Subrizi, direttore tecnico della ditta Coaf di Mario Irti.

“Il Gbc è un protocollo che non attesta solo il risparmio energetico ma bada a tutta la filiera della ricostruzione, dalla progettazione, alla costruzione, alla gestione dei materiali usati, dal loro trasporto e alla loro conformazione – afferma – Si guarda ad esempio al trasporto di materiale in raggi corti per evitare il trasporto su gomma e l’inquinamento- aggiunge – oppure al sito in cui l’edificio viene ricostruito, preferendo un’area già urbanizzata anziché un’area verde”.

L’edificio che si trova in via Colle di Roio aveva subito significativi danni con il sisma e per questo è stato demolito e ricostruito con un costo di 1,1 milioni.

Novità assoluta per l’edificio la barriera che proteggerà gli inquilini dal gas radon.

“La protezione dal radon è prevista dal protocollo – sottolinea Subrizi – Si tratta di una membrana applicata a vasca nella struttura a ridosso della superficie integrata che di fatto blocca il gas nocivo a salvaguardia degli inquilini dell’edificio. È  una della tante opere di mitigazione e riqualificazione realizzate sull’immobile”.

La certificazione Gbc Home ha diverse declinazioni che riguardano gli edifici residenziali, commerciali e storici. Il protocollo si divide nei vari capitoli di sostenibilità del sito, gestione delle acque, energia e atmosfera, materiali e risorse, qualità ambientale interna e innovazione nella progettazione.

“È il primo protocollo in Abruzzo – prosegue l’ingegnere – C’è da sottolineare il grande sforzo fatto dall’azienda nel perseguire questo protocollo e nel portarlo a termine: tutti i costi in più utilizzati per i criteri e le modalità costruttive e per la formazione del personale sono stati infatti a carico della ditta stessa. In questo si evidenzia l’estrema lungimiranza di Irti”. Marianna Galeota