L’AQUILA – “Come hanno fatto a fare le modifiche, ce lo diranno domani (oggi per chi legge, ndr). Io so come ho fatto a fare la mia legge”.
Lo afferma la senatrice Stefania Pezzopane, alla vigilia del’incontro che si terrà questa sera alle 19.30 al ministero dell’Economia con il sottosegretario con delega al post-sisma Paola De Micheli, rappresentante del territorio al governo.
Tema del vertice sarà il decreto legge numero 78 “Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali” varato dal governo ed entrato in vigore il 20 giugno che, all’articolo 11, contiene una serie di 16 norme sulla ricostruzione post-sisma dell’Aquila.
“La parte che è stata preso dalla mia legge va bene ed è il frutto di una convergenza faticosa sul territorio. Le cose che hanno aggiunto, però, vanno in contraddizione con il testo di legge”, spiega la senatrice, che lancia anche una stilettata al governo e alla De Micheli: “Per le cose buone si ringraziano sottosegretario e governo, per quelle non buone non si ringraziano, ecco tutto”.
Il riferimento è ai commi che si discostano e, in alcuni punti, finiscono in contraddizione con le previsioni elaborate nella concertazione sul territorio e raccolte in una proposta di legge depositata a palazzo Madama.
La Pezzopane e alcune associazioni di categoria hanno infatti chiesto la modifica con gli emendamenti o lo stralcio. “Spiegheremo le ragioni per cui alcuni commi inseriti nell’articolo 11 non vanno bene e chiederemo lo stralcio, oppure che gli emendamenti da me presentati vengano approvati”, spiega.
“Si tratta comunque di normale prassi”, aggiunge la Pezzopane che, in replica alle critiche, ultima quella arrivata dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Guido Liris, afferma: “Noto uno sciacallaggio da parte di alcuni personaggi che finora non hanno saputo cacciare idee e sono in partiti che non hanno presentato nessuna proposta di legge. Qual è la legge di Forza Italia, per esempio? O di Ncd o Scelta civica? Ma si sa, chi non suona non stona”.
Rispetto alle accuse di mancata concertazione condivisione con il territorio, conclude: “Al tavolo c’erano 40 soggetti, la proposta è stata condivisa da tutti i sindaci, gli ordini professionali e sindacati. E il Consiglio comunale non ha voluto dare il suo contributo”.






