L’AQUILA – AbruzzoWeb è in grado di pubblicare in anteprima il testo integrale decreto del presidente del Consiglio dei ministri che trasferisce alla Regione Abruzzo, agli enti locali e ad altri organismi le funzioni e le competenze lasciate dal commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi.
Formalmente la chiusura dello stato di emergenza è avvenuta lo scorso 31 agosto, ma di fatto è con questo provvedimento che il ritorno al’ordinarietà comincia a muovere i primi passi, seppure a un ritmo stentato.
Si tratta di otto articoli che riguardano, tra l’altro, la questione della mobilità degli studenti, lo smaltimento delle macerie, l’edilizia scolastica, il ripristino delle aree di accoglienza e i rapporti contrattuali ancora vigenti sottoscritti dalle varie strutture commissariali.
In quest’ultima voce, tra le spese ancora da pagare ci sono: l’affitto dei container, circa 150 mila euro, le pulizie, il noleggio delle automobili, la vigilanza (41.590 euro), le bollette di acqua, luce, gas e telefono del disciolto Ufficio coordinamento ricostruzione, le spettanze di Reluis e Cineas, l’informatizzazione della banca dati del cratere e della cartografia effettuata dal Sed dell’Aquila (1,3 milioni), la gestione contabile, previdenziale e fiscale del personale e dei collaboratori e pure le utenze degli uffici della Regione Abruzzo a Roma utilizzati dagli esperti della commissione consultiva.
È il dpcm numero due dell’era Monti dopo il ritorno alla gestione ordinaria di tutte le attività legate al post-terremoto, dopo quello con il quale è stato nominato Aldo Mancurti, braccio destro del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, al ruolo di mini-commissario incaricato di liquidare le somme impegnate ma ancora giacenti sulla contabilità speciale di Chiodi, pari a circa 400 milioni di euro.
In realtà siamo molto lontani dalla rivoluzione promessa dal ministro, visto che affronta solamente alcuni dei tanti argomenti posti sull’agenda del governo da comuni, categorie e professionisti, come dimostra anche dalla lentezza con cui il decreto è diventato esecutivo: predisposto già dal 10 ottobre, ha avuto l’ok definitivo dalla Corte dei conti solo poche ore fa.
Quando si passerà alle questioni “pesanti”, su tutte il trasferimento delle risorse per la ricostruzione pubblica e privata, è del tutto evidente che la macchina burocratica dovrà muoversi con molta più celerità se non si vorrà affossare l’economia del territorio.
ARTICOLO 1 E ARTICOLO 5
Il dpcm stabilisce che tutti i rapporti contrattuali intestati al commissario per la ricostruzione sono trasferiti ai soggetti competenti. A Mancurti, invece, spetta di garantire la prosecuzione delle attività di istruttoria tecnica e di congruità economica svolte da Reluis e Cineas per la riparazione degli immobili danneggiati dal sisma.
ARTICOLO 2
Le attrezzature necessarie per la rimozione delle macerie poste nella disponibilità del soggetto attuatore Giuseppe Romano sono trasferite ai Vigili del fuoco, all’Esercito e all’Asm, previo inventario delle strutture medesime. Il tutto dopo la scadenza del 31 dicembre.
ARTICOLO 3
L’articolo 3 prevede che i rapporti discendenti dai contratti stipulati dalla commissione consultiva abbiano termine al 31 agosto 2012, Mancurti provvede al pagamento dei debiti derivanti dai rapporti contrattuali a valere sulle residue disponibilità della contabilità speciale.
ARTICOLO 4
Le eventuali attività di rinegoziazione delle convenzioni e dei contratti stipulati dal commissario delegato, e dalle strutture commissariali, sono poste a carico dell’ente subentrante nel relativo contratto ovvero nella convenzione.
ARTICOLO 6
È disposto che la Provincia dell’Aquila, in qualità di soggetto attuatore sull’edilizia scolastica, continui ad assicurare la prosecuzione degli interventi di cui al piano di edilizia scolastica individuati dal “decreto Abruzzo” e dal programma “scuole sicure” approvato dal commissario.
ARTICOLO 7
È l’articolo che riguarda la mobilità per gli studenti universitari dell’Aquila, un tema molto dibattuto nei mesi scorsi. La Regione è autorizzata ad assicurare i trasporti gratuitamente, mentre l’Ateneo è delegato al rilascio delle tessere di circolazione. Per tali finalità si provvede con il milione di euro residuo dei fondi già stanziati per le stesse finalità.
ARTICOLO 8
Sono stanziati circa 800 mila euro per il pagamento delle indennità di occupazione, il ristoro degli eventuali danni e per il ripristino delle ex aree di accoglienza che, subito dopo il terremoto, hanno ospitato le tendopoli. In alcuni casi si tratta di integrazioni rispetto a somme già stanziate e successivamente riviste nelle stime dall’Agenzia del territorio.



