L’AQUILA – “L’Aquila troverà sistemazione all’interno della legge di stabilità anche alla luce delle norme che abbiamo varato, tra cui quelle di giugno scorso con il decreto Emergenze Ambientali”.

Lo afferma ad AbruzzoWeb il sottosegretario del ministero per lo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti,  intervenuto questa mattina al convegno “Dissetare il Mezzogiorno: storia, attualità e prospettive” nell’ambito della prima giornata di incontri e seminari del Festival dell’Acqua, promosso da Federutility e iniziato ieri a piazza Duomo.

A margine del convegno l’attenzione si è spostata sulla legge di stabilità che sarà presentata il 15 ottobre in Parlamento: per il capoluogo abruzzese sarà decisiva l’inclusione dei fondi da destinare alla sua ricostruzione.

“Il sindaco ha un ruolo centrale, lo supporteremo in tutti i modi – rassicura De Vincenti – vogliamo che all’Aquila ci sia una svolta che faccia riprendere pienamente vita a questa bellissima città”.

Il sottosegretario ha parlato anche del piano per lo sviluppo economico: “qui siamo impegnati come ministero nel seguire e dare fiato alle iniziative imprenditoriali dell’area – ha puntualizzato – dalla Micron di Avezzano, alla farmaceutica della conca aquilana. È un’area industriale che pensiamo debba continuare a svilupparsi e riprendere la strada della crescita”.

Crescita che passa anche per il tema clou della giornata, quello dell’acqua e dello sviluppo delle risorse ambientali, “un servizio idrico ben organizzato, dotato degli strumenti di monitoraggio e controllo dell’uso delle risorse – ha spiegato – fa parte di un progetto di città intelligente e la ricostruzione dell’Aquila deve puntare in questa direzione”.

La risorsa idrica del capoluogo è pubblica, così come lo sono le reti, “oggi la normativa prevede tre possibilità di affidamento: una per concessione a terzi – ha illustrato – che è una forma di proprietà neutrale, c’è la società mista con scelta a gara del socio, o, infine, l’affidamento diretto a società ‘in house’, cioè l’affidamento del 100 per cento alla società dell’ente locale”.

Perciò, “pensiamo che bisogna stabilizzare il quadro normativo in modo che ognuno possa scegliere la forma di gestione preferita e chi ha più filo da tessere tesserà – commenta – L’importante è che siano orientate all’efficienza, al contenimento dei costi e delle tariffe per gli utenti e al miglioramento delle qualità del servizio”.

Per il sottosegretario, però, “su questo fronte siamo indietro rispetto al resto d’Europa, c’è da fare investimenti e bisogna anche crescere come capacità d’efficienza per avere, poi, più risorse da investire”.

Motivo per cui il governo deve chiarire il quadro normativo.

“Un problema molto sentito sia dalle amministrazioni pubbliche concedenti il servizio, sia dai gestori che lo organizzano, c’è bisogno di uno stabilimento delle norme – continua – Il secondo passaggio sarà un’attenzione sul versante della regolazione che incentivi l’efficienza e gli investimenti”.

“Abbiamo assegnato le funzioni di regolatori alle autorità per l’energia elettrica e il gas con un regolatore autorevole che ha tutte le competenze necessarie – conclude – Stiamo, infine, studiando provvedimenti dal punto di vista di sostegni agli investimenti”.