L’AQUILA – “O si lavora sul rapporto con il governo, oppure la questione dell’Aquila verrà messa in secondo piano”.

È preoccupato il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, in questa fase in cui il capoluogo si ritrova orfano di una rappresentanza autorevole presso il nuovo governo, ora che non c’è più “il Gianni Letta della situazione” a tenere le fila della ricostruzione a Roma.

La ricetta di De Matteis per scongiurare qualsiasi scenario negativo è all’apparenza semplice: basta curare i rapporti con le figure tecniche che si trovano all’interno dei ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico e Infrastrutture.

“Bisogna attivarsi in fretta – spiega – e stabilire un rapporto con l’alta burocrazia all’interno di questi due ministeri che per di più con l’insediamento del nuovo governo non è cambiata. Penso, per esempio, a Vincenzo Fortunato, capo di gabinetto dell’ex ministro Tremonti rimasto al suo posto all’interno del ministero dell’Economia”.

Per fare questo, però, secondo De Matteis bisogna smetterla con la politica degli scontri e degli attacchi. Il riferimento per niente velato è al sindaco Massimo Cialente, che nel 2012 potrebbe sfidare per la fascia tricolore.

“Continuando ad attaccare tutto e tutti – dice – Cialente non fa altro che alimentare uno scontro che getta solo negatività sulla situazione aquilana, che appare esclusivamente conflittuale. È il momento di fare fronte comune e mettere da parte le recriminazioni per presentarsi uniti davanti al nuovo governo”.

“Il sindaco – aggiunge – si ricordi che ora non c’è più Letta, che ogni settimana veniva qui a fare da paciere”.

Sull’efficacia della lettera inviata dallo stesso Cialente al neo presidente Mario Monti, il leader regionale di Mpa si chiede scherzosamente: “L’avrà letta?”.

La figura di un sottosegretario alla ricostruzione, secondo De Matteis, non è poi così essenziale se manca di determinati  requisiti. “Il ruolo di Letta era importante non perché fosse sottosegretario alla ricostruzione, ma per la sua autorevolezza. Ora come ora non vedo nessuno che possa assumere questo incarico. Forse solo l’ex prefetto Franco Gabrielli, ma è già capo della Protezione civile, quindi lui non può”. (e.m.)