L’AQUILA – “Penso che qualche giorno in più di attesa non crei nessun problema, quello che è certo è che Matteo Renzi verrà all’Aquila e con lui la personalità giuridica che rappresenta, ovvero palazzo Chigi, il massimo del centro della responsabilità governativa”.

Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha chiarito il giallo della mancata visita del premier, inizialmente da lui annunciata per domani, slittamento che ha provocato scompensi nel centrosinistra cittadino e anche un accenno polemico contro il governatore del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che con Renzi ha aperto una vera e propria guerra mediatica e politica scavalcandolo e scrivendo all’Europa sui temi caldi della ricostruzione post-sisma.

Come anticipato da questo giornale, comunque, il motivo del rinvio della visita è legato all’alluvione di Genova e non dovrebbe comportare l’annullamento dell’attesa venuta in Abruzzo.

Su Renzi, D’Alfonso ha aggiunto che “nei prossimi giorni ci darà contezza esatta del giorno, abbiamo già un’agenda affinata e con queste ore in più a disposizione avremo la possibilità di essere ancora più dettagliati”.

“A Renzi chiederemo continuità dei flussi di copertura finanziaria per dare certezza alla ricostruzione delle mura e anche della vita delle imprese, e poi il potenziamento infrastrutturale all’Aquila, in Provincia dell’Aquila e in Abruzzo – ha elencato D’Alfonso – E poi le tante emergenze ambientali: l’emergenza acqua dei fiumi, e l’emergenza rappresenta dagli attacchi dei detrattori ambientali come le piattaforme petrolifere, che rovinano beni irripetibili che il creatore ci ha dato”.

Altro argomento da trattare, la rappresentanza abruzzese al governo e, nello stesso tempo, il referente della ricostruzione nell’esecutivo renziano.

“Anch’io mi sono speso per il nome di Stefania Pezzopane, punta avanzata della vertenza L’Aquila e Abruzzo – ha assicurato D’Alfonso – Siamo in un dialogo competitivo per trovare lo strumento migliore per consentire all’Abruzzo di segnare l’agenda di governo”.

Il ruolo è vacante dopo le dimissioni da uomo di governo e parlamentare di Giovanni Legnini, eletto alla vice presidenza del Consiglio superiori della magistratura.

Legnini non sostituito dall’aquilano Giovanni Lolli, primo dei non eletti della lista del Pd, rimasto alla vice presidenza della Giunta regionale, facendo così andare a Roma il pescarese Gianluca Fusilli, fedelissimo di D’Alfonso, deputato esordiente.

Oltre all’assenza di un delegato del governo, il capoluogo vede scoperta la carica di responsabile dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra) dopo l’abbandono con un anno di anticipo del manager Paolo Aielli, nominato amministratore delegato della Zecca di Stato.

Se a questo si aggiunge  il fatto che i fondi per la ricostruzione a fine anno termineranno, secondo gli amministratori aquilani e molti esponenti democrat, il quadro è preoccupante.

Infine, la promessa di una mano al direttore regionale ad interim per i beni culturali, Francesco Scoppola, che concluderà il suo mini-mandato il 30 novembre e che ha una sola, grande missione da compiere negli uffici ormai paralizzati da aprile, quando è andato via Fabrizio Magani: “Nelle prossime ore darò il supporto necessario al direttore per velocizzare lo sblocco delle pratiche di pagamento delle imprese impegnate nella ricostruzione”, ha annunciato il presidente della Giunta.