L’AQUILA – “Vogliamo poter dire la nostra su ciò che ci appartiene”.

Così monsignor Giuseppe Petrocchi, arcivescovo metropolita dell’Aquila, ha spiegato ieri la strategia della Chiesa aquilana per ottenere attraverso un decreto della presidenza del Consiglio il riconoscimento di “soggetto attuatore” nella ricostruzione dei beni della Diocesi.

“Ma voglio che sia chiaro che non c’è da parte nostra nessuna volontà di andare a gestire appalti e fondi – ha aggiunto Petrocchi – anzi, cederemo l’intero pacchetto agli enti competenti. Vogliamo, però, che ci venga riconosciuto il diritto, così come è già avvenuto per Marche, Umbria, Emilia Romagna e Lombardia, di avere voce in capitolo su ciò che riguarda la ricostruzione degli edifici della Diocesi. Vogliamo muoverci secondo un tracciato limpido e preciso”.

Il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, dimissionario e poi rientrato, aveva criticato fortemente questa strategia in una lettera al capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

“Ho incontrato il sindaco, lo considero un amico. Non c’è conflittualità anche se non ho condiviso le recenti dichiarazioni sulla Curia. C’è la disponibilità di entrambi a servire L’Aquila con lealtà e senza compromessi”, ha concluso il presule.