L’AQUILA – “I chiarimenti e le rettifiche della Protezione Civile sulla rendicontazione dei costi di Progetto C.a.s.e., Map, Musp e Mep sono parziali e insufficienti”.
A lanciare l’accusa è Carlo Costantini, capogruppo del Consiglio regionale per l’Italia dei valori (Idv).
“La circostanza, come giustamente lamentano alcuni comitati di cittadini aquilani, è tutt’altro che di poco conto, considerato che si parla di alcune centinaia di milioni di euro”.
“La Protezione civile – spiega il consigliere regionale – ha detto che non è scomparso neppure un euro perché i 700 milioni stanziati dall’art. 2 del decreto Abruzzo sarebbero stati utilizzati indifferentemente sia per il Progetto C.a.s.e, che per Map, Musp e Mep”.
“Gli atti ufficiali (che per me sono le leggi e le opcm – Ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri) dicono, però, l’esatto contrario, ovvero che i 700 milioni dell’art. 2 del decreto Abruzzo erano destinati al solo Progetto C.a.s.e. e che i diversi e ulteriori fondi dell’art. 7 dello stesso decreto abruzzo erano, invece, destinati alla realizzazione di Map, Musp. e Mep”.
“In verità – prosegue – non lo dicono solo leggi e opcm, lo dice anche in questo stesso momento (almeno fino a quando Gianni Chiodi non chiederà nuovamente di cambiarlo) il sito della Protezione Civile, alla voce ‘riepilogo degli affidamenti dei Progetti C.a.s.e., Map, Musp e Mep’, precisando con una chiarezza che sembra poter escludere ulteriori errori di rappresentazione e/o di forma, nella tabella relativa ai ‘riferimenti di legge per le autorizzazioni di spesa’, che il Progetto C.a.s.e. è stato finanziato con i 700 milioni dell’art. 2 del decreto Abruzzo, mentre Map, Musp e Mep con i fondi, diversi ed ulteriori, dell’art. 7″.
“Ora – puntualizza Costantini – qualcuno potrà dire che si tratta di un altro errore (in questo caso sarebbe ancora più clamoroso di quelli di ieri), ma fino a quando non diranno quale legge o quale ordinanza ha consentito di mettere le mani sui fondi destinati al Progetto C.a.s.e. per farci altro, qualsiasi cittadino, me compreso, avrà il diritto di continuare a ritenere che i 700 milioni siano stati spesi per la realizzazione del Progetto C.a.s.e, come stabilito dall’art. 2 del decreto Abruzzo e che mancano alla rendicontazione almeno 277 milioni di euro”.
E conclude: “Se poi a questo si aggiungono anche: le voci che si erano diffuse sulle difficoltà di rendicontare e rendere pubbliche alcune spese caricate sui costi del Progetto C.a.s.e.; i precedenti non proprio esemplari ed edificanti della Protezione Civile nella recente gestione di situazioni simili; le interrogazioni, anche parlamentari (senatore Alfonso Mascitelli), rimaste inspiegabilmente senza alcuna risposta; la constatazione che, con tutto quello che spendono per la comunicazione istituzionale, non pare davvero verosimile un cumulo di errori così grossolani, per un periodo di tempo così prolungato; se si aggiunge tutto questo, i dubbi e le perplessità sono tutt’altro che dissipati e il dovere di far sapere come sono stati spesi i soldi destinati agli aquilani, fino all’ultimo euro, tutt’altro che assolto”.



